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  19 Dicembre 2018
26/09/2014 di Alessandra Di Romano

Contemporaneità simultanea alla Galleria Giacomo Guidi di Roma


Nuova sede dell'eccellenza per il giovane gallerista romano Giacomo Guidi che, dopo aver lasciato la galleria di Palazzo Sforza Cesarini, sceglie lo spazio espositivo che un tempo fu lo studio dell'artista della transavanguardia Sandro Chia, luogo già noto al grande pubblico grazie, anche, al set del regista Bernardo Bertolucci.
Situato nel cuore di Trastevere accanto all'Orto Botanico, la nuova galleria è stata pensata come un luogo d'incontro delle arti e degli artisti, ma anche dove semplici fruitori e profani possono confrontarsi con l'ambiente dell'arte contemporanea in tutte le sue accezioni.
Una struttura complessiva di circa mille metri quadrati, inizialmente concepita come tipografia, viene sviluppata dal gallerista in maniera sapiente dividendo gli spazi tra di loro, ma lasciandoli comunque in grado di compenetrarsi, come le varie discipline artistiche qui presenti riescono a fare. Due grandi sale espositive, un lungo corridoio che le raccorda spezzato da un luogo contenitore "ibrido", una terrazza, una cucina e due appartamenti, dove in uno ha scelto di risiedere il gallerista stesso.
Il 16 settembre apre al pubblico con tre mostre, una dedicata al grande maestro del design italiano Ettore Sottsass, la prima personale dell'artista californiana Melissa Kretschmer e dell'artista tedesco Gerold Miller.
Legno, alluminio, lacca, smalto industriale, sono questi i materiali utilizzati dagli artisti qui in mostra, mondi diversi, design, supporti in evidenza e lo spazio stesso delimitato come arte, è questo che si respira percorrendo la galleria.
Per la mostra di Ettore Sottsass, sono stati scelti dei lavori meno noti della sua produzione, gli Smalti del 1958. Questi piccoli oggetti, vasi e tondi, realizzati in smalto su rame, hanno colori sgargianti e riportano motivi geometrici e minimali, si stagliano minuti sulle grandi pareti bianche della galleria e dimostrano tutta la loro grandezza compositiva frutto del grande genio italiano. L' esposizione è infine corredata da schizzi del designer.
Le opere di Melissa Kretschmer, realizzate nell'ultimo anno dall'artista, prendono vita dall'interno del supporto, il legno. Risiede qui la magia del lavoro della Kretschmer, ogni opera è unica e mai ripetitiva,pure costruzioni di rigorose sezioni geometriche. Il colore che viene steso all'interno di scanalature e fessure delle tavole entra, così, in contatto con l'organicità del legno e ne genera cromatismi inediti.
Nell'ultima sala in fondo alla galleria che è la sala principale e la più grande, sono esposte le opere dell'arista concettuale tedesco Gerold Miller. Lavori che definiscono lo spazio, realizzati appositamente dall'artista per la mostra, la serie "Monoform e Set", che esemplificano la poetica di Miller sin dai suoi esordi, ovvero la necessità di allontanarsi dall'arte figurativa tradizionale superandone tutte le convenzioni. La sua arte è un continuo divenire e Miller sperimenta costantemente il concetto dell'inserimento dell'opera d'arte nello spazio. Egli realizza per lo spettatore un luogo, uno spazio dove interagire con le sue realizzazioni, dove il confine tra scultura, disegno ed architettura non è poi così tangibile. I Monoforms due angoli di alluminio paralleli tra di loro, rendono la parete l'opera, mentre i Set, grandi superfici riflettenti e specchianti, sovvertono l'esperienza contemplativa.
Un progetto, quello del gallerista, che supera il concetto di mera galleria d'arte e che vuole essere più un luogo d'interazione e scambio culturale. Un ambiente che si presta a molteplici funzioni come a voler sottolineare che qui tutto coesiste in maniera libera, ma non casuale, una spinta propulsiva alla contemporaneità.
 
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