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  15 Dicembre 2017
10/11/2015 di Alessia Brescia

Bellezza Divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana


A Firenze, nel bellissimo palazzo Strozzi, è in corso una retrospettiva sulla bellezza divina tra van Gogh, Chagall e Fontana.
La mostra mette insieme artisti vissuti tra Otto e Novecento - più di cento, tra cui, per fare solo qualche nome, Marc Chagall, Vincent van Gogh, Edvard Munch, Pablo Picasso, Lucio Fontana che abbiano affrontato nella propria opera la questione dell´arte sacra. L´ambizione è di raccontare al pubblico, anche attraverso un ben congegnato percorso espositivo, il modo in cui questa tematica è stata percepita e sviluppata nell´arte pittorica più recente.
In un secolo colmo di eventi storici, di rivoluzioni culturali e di innovazioni stilistiche anche e soprattutto nell´ambito dell´arte, il concetto di sacro si trasforma, dando vita a nuove prospettive e a nuovi modi di interpretarne i temi.
Ciascuna delle otto sale allestite per la mostra affronta un episodio o un concetto cardine inerente alla vita di cristo. Nella prima sala troviamo opere quali "Caduta di San Paolo" di Domenico Morelli (1876) o "il Redentore" di Giuseppe Catani Chiti (1900). Nella seconda, interamente dedicata alle rappresentazioni iconografiche della Madonna, oltre alla "Mater Purissima" di Domenico Morelli (1879-1883) possiamo ammirare la bellissima "Madonna" di Edvard Munch (1895-1902). L´opera è una litografia colorata a mano, intreccio tra sacro e profano, dove una madonna senza veli sembra assorta in un´estasi sensuale. La sua nudità, contrapposta al nero dei suoi capelli e all´aureola rossa, comunica brutalmente tutta l´essenza psicologica di questi due colori: Il rosso del sangue e della passione, il nero della morte e del lutto.
La terza sala raccoglie alcune delle più celebri rappresentazioni della vita di Cristo realizzate tra XIX e XX secolo. Qui gli stili pittorici variano dal simbolismo al divisionismo, fino ad arrivare al futurismo. Vi troviamo quindi "L´annunciazione" di Capo Grossi (1933), la "Natività" di Pietro Bugiani (1928) e la "Sacra famiglia" di Fillia (1931), opere che analizzano con prospettive differenti la raffigurazione della divinità nell´arte.
La quarta sala interpreta le effigi di Cristo passando attraverso i Miracoli e per le Parabole. Tra le opere più interessanti, la scultura di Arturo Martini intitolata "Figliol prodigo" (1927), dove il ritorno del figliol prodigo ci parla del ritorno all´ordine, di una riconciliazione tra modernità e classicità.
La quinta sala interpreta la Via crucis. Qui tre bassorilievi in ceramica di Lucio Fontana ritraggono tre differenti stazioni della Via, più specificatamente la II la III e la XIII. L´opera, intitolata "Bianca", segna il passaggio dell´artista dalla dimensione figurativa a quella astratta.
La sesta sala è dedicata alla crocifissione, quindi la celebre "Corocifissione" di Renato Gottuso (1940-1941) che, dopo aver dato scandalo con la nudità della Maddalena, fu censurata perché la croce di Cristo risultava coperta dalla croce del Ladrone.
Ancora nella sesta sala, un'altra opera anticonformista rappresenta un atto di denuncia contro le persecuzioni degli Ebrei: è la "Crocifissione bianca" di Marc Chagall, nella quale un Cristo crocifisso è ritratto vestito dello scialle da preghiera ebraica, attorniato da Sinagoghe in fiamme ed ebrei in fuga. Nella stessa sala si possono ammirare anche "Pietà" (1889) di Vincent Van Gogh, l´unico Cristo raffigurato dal pittore olandese, ispirato a una litografia di Eugène Delacroix, e il quadro di un giovanissimo Pablo Picasso, che a soli quindici anni realizza a olio e carboncino su carta un "Cristo crocifisso" (1896-1897).
La settima sala è dedicata alla Chiesa, ai suoi cardinali e pontefici, raccontati attraverso sculture come la monumentale opera in bronzo di Giacomo Manzù, "Grande cardinale" (1955), e "Pio IX" di Adolfo Wildt (1926), marmo con dorature.
Infine, l´ultima sala, nella quale si affronta il tema della Preghiera, con il notevolissimo "Vecchio in Preghiera" di Edvard Munch (1902), xilografia a due legni.
Il percorso espositivo, che tocca tutte le sfere inerenti alla vita e alla passione di Cristo, saprà svelare all´osservatore l´essenza di molte visioni artistiche del sacro tra Ottocento e Novecento.
La Mostra, iniziata il 24 settembre 2015, terminerà il 24 gennaio 2016

 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
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