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  15 Dicembre 2018
29/11/2014 di Marco Minuto

Secessione e Avanguardia L´Arte in Italia prima della Grande Guerra 1905 1915 con uno sguardo particolare a Giacomo Balla


E´ in corso presso la Galleria Nazionale d´Arte Moderna di Roma, fino al 15 Febbraio 2015, la mostra: "Secessione e Avanguardia". Un periodo storico importantissimo dell'arte italiana nel mondo.
L'Ottocento volgeva al termine e con esso scompariva la mitologia positiva della belle époque, osteggiata dalla nascita di nuovi movimenti artistici, in particolare "il Futurismo", e la pubblicazione del relativo "Manifesto Futurista" nel 1909 sul quotidiano parigino "Le Figaro", ad opera di Filippo Tommaso Marinetti.
Alla base del movimento vi era l´idea di creare una forma d´arte nuova, in grado di produrre lo svecchiamento di un´obsoleta e stagnante cultura italiana dove l´arte, da opera prettamente statica agli occhi del visitatore, diveniva dinamica e dove lo sviluppo tecnologico incominciava a prendere forma.
La mostra è pertanto incentrata su artisti futuristi come Balla, e  Boccioni.
Per quanto concerne Giacomo Balla possiamo evidenziare il suo passaggio nella raffigurazione artistica delle sue opere. Il primo periodo della sua vita artistica, denominata da molti storici dell´arte "preparatoria", è stato dominato dal punto di vista formale da una tecnica che richiama direttamente al "Pointillisme" francese, che lo stesso artista ebbe modo di approfondire durante un soggiorno parigino nel 1900.
Va inoltre ricordato come nei primi anni del '900 , Giacomo Balla era dedito alla produzione di dipinti come Villa Medici (1908), Affetti (1910), e Villa Borghese (1910). Nelle sue pitture l'autore trasmetteva sentimenti intimi attraverso la rappresentazione della sua vita familiare.
Ma la vera svolta artistica di Giacomo Balla, più propriamente del gruppo dei divisionisti, tra i quali per l´appunto Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi, avviene intorno a due date.
La prima nel 1903, a Roma: i giovani artisti si incontrarono alla "Scuola Libera del Nudo" in via Ripetta. In questo anno nascerà tra loro quel dialogo intenso che li porterà a dirigersi sulla strada dell´avanguardia futurista.
La seconda data risale al 1905, presso il Teatro nazionale di Roma. Severini e Boccioni organizzarono quella che fu definita "La mostra dei rifiutati", la quale costituì l´inizio di una opposizione artistica contro le esposizioni annuali degli amatori e cultori dell´epoca. All´interno della mostra è possibile ammirare opere italiane come : "L´Autoritratto" di Severini, "L´allegoria del lavoro" di Carrà, "Il Ritratto di Tolstoj" di Balla, "Il Chiostro" di Boccioni. Oltre a poter ammirare circa 200 opere, molte delle quali provenienti da collezioni internazionali e mai esposte al pubblico. Tra esse vi sono i disegni di Giacomo Balla e "Il fregio" di Edoardo Gioia, e opere straniere come "Il Girasole" di Klimt e "Il Sentimento IV" di Ferdinand Hodler, le quali testimoniano un primo passo del movimento che guardava all'Europa come fonte d'ispirazione artistica.
La mostra si conclude con una contrapposizione tra l´entusiastico interventismo tipico dell´arte futurista e il presagio di quello che sarebbe diventato un dramma esistenziale: l´inizio della prima guerra mondiale rappresentata artisticamente in maniera sublime attraverso la poetica del silenzio di De Chirico in opere come "La torre rossa" del 1913. Opera che viene inserita nella serie di dipinti metafisici di De Chirico nei quali vengono rappresentati scenari vuoti e silenziosi. Scenari come li descrive lo stesso pittore che "mostrano l´altro aspetto del reale, quello spettrale o metafisico che non possono vedere che rari individui in momenti di chiaroveggenza e di astrazione metafisica".
 
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