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  15 Dicembre 2018
04/01/2015 di Jessica Ricci

Claude Monet e l´impressione di un momento: quando dipingere significa fissare l´eternità di attimi fugaci

Claude Monet, Il levar del sole, 1872
Claude Monet, Il levar del sole, 1872
E´ il 1872 quando prende forma sulla tela uno dei dipinti chiave dell´Impressionismo, dal quale lo stesso movimento pittorico prende nome: "Impressione, levar del sole", eseguito da quello che può essere considerato il padre dell´Impressionismo, Claude Monet.
Solo due anni più tardi, nel 1874, Monet sarà protagonista incontrastato della prima mostra degli Impressionisti, iniziando una lenta ascesa che lo porterà, già dieci anni dopo, a essere un pittore noto e di grandissima fama; nonostante ciò l´artista non cesserà mai, negli anni seguenti, di ricercare e cogliere la continua novità portata dalle variazioni di luce della natura, per tradurle sulla tela sotto forma di colore.
"Impressione, levar del sole" racchiude in sé le caratteristiche fondamentali del movimento impressionistico, sviluppatosi in Francia a partire dal 1870; per questo è considerato una sorta di manifesto del movimento pittorico. Realizzato "en plein air", ovvero a stretto contatto con la natura, il dipinto rappresenta il porto di Le Havre all´alba, nel momento in cui il sole sorge: niente è definito, le pennellate sono libere, irregolari, vi è la totale assenza di prospettiva e di geometria mentre una leggera foschia azzurrognola avvolge le barche che si intravedono, rendendo l´impressione di un attimo. La sensazione che pervade l´intero dipinto, o meglio l´impressione visiva che ne ha lo spettatore, si fonda sull´importanza che svolgono la luce, le ombre e il colore; tale impressione può essere letta attraverso una percezione istantanea, la rappresentazione di un attimo specifico e al temo stesso sfuggente, quello dell´aurora. Un istante dopo infatti la visione di quel determinato scorcio del porto potrebbe già essere mutata e, insieme a lei, anche le luci e le tonalità di colore che il sole stesso diffonde nell´atmosfera: fondamentale perciò si rivela, in quest´ottica, l´impressione che ha il pittore nel momento in cui si trova lì a dipingere ciò che ha di fronte, cogliendo quella realtà naturale come testimonianza del suo vedere e del suo sentire. Il pittore vuole rendere sulla tela un´impressione, non una certezza; lo specchio d´acqua che riflette il sole che sta sorgendo sembra suggerircelo spassionatamente. Gran parte della pittura impressionista, Monet in particolare, si serve dell´acqua e degli specchi di luce che essa emana, attribuendole quindi un ruolo chiave all´interno di molti dipinti. L´acqua riflette immagini e forme della natura distorcendole e rendendone un riflesso sempre diverso, permettendo ai pittori i rappresentare le immagini con estrema libertà di pennellata, fatta in genere di virgole e tratteggi che cercano di rendere la poeticità di attimi fuggenti.
Ciò che ci suggerisce questo dipinto è ciò di cui si fa portavoce l´Impressionismo: la realtà non può essere inscatolata in forme geometriche, così la pittura impressionistica non è mai statica ma è la pittura del divenire, che si compone di movimenti continui e arbitrari.
E´ impossibile pensare a un tela come "Impressione, levar del sole" e non pensare che sia un dipinto, così come la maggior parte dei dipinti impressionisti, realizzato "en plein air": letteralmente "all´aria aperta", è questa la pittura eseguita di getto, senza un disegno sottostante, senza regole e a stretto contatto con la natura, lo scorcio, il paesaggio che il pittore trova di fronte a sé in un determinato momento.
Monet fa della pittura en plein air il suo "credo" pittorico a tutti gli effetti: sfidando il formato limitato che si utilizzava per i dipinti eseguiti all´aperto, nel 1867 si dedica a una tela alta oltre due metri, "Donne in giardino", un olio su tela realizzato nel giardino della sua abitazione nella periferia parigina e terminata in studio. Per Monet è fondamentale rendere l´esattezza del momento di fronte al quale si trova: per questo motivo scava una fossa nel giardino per fissarci la tela, al fine di mantenere sempre lo stesso punto di vista nel momento in cui andrà a dipingere la scena rappresentata, non modificando la sua posizione rispetto al soggetto e dipingendo nelle stesse ore del giorno per avere le stesse condizioni di luce e ombra naturali. In "Donne in giardino" la novità maggiore sta proprio nel rendere lo stesso effetto di luce all´aria aperta con la precisione delle qualità cromatiche: la luce fa risplendere il candore degli abiti delle figure femminili, per le quali ha posato come unica modella Camille, moglie del pittore; vi è inoltre un utilizzo di colori puri attraverso cui Monet cerca di bloccare un momento e la fugacità dei raggi del sole che penetrano attraverso il fogliame del giardino, rendendo l´intera scena un trionfo di luminosità.
Da un punto di vista strettamente pittorico quindi, le basi del linguaggio impressionista si fissano in un diverso modo di restituire sulla tela gli effetti della luce e delle ombre: l´esperienza della cosiddetta pittura "en plein air" aveva insegnato ai pittori impressionisti un nuovo modo di vedere la realtà attraverso un ampio ventaglio di temi e soggetti da rappresentare, oltre ai paesaggi naturali: ad esempio i caffè di notte, i teatri e i music-hall con le loro ballerine e i loro musicisti, le folle brulicanti e chiassose dei boulevards parigini, le sale da ballo, i luoghi della belle époque francese frequentati dall´uomo moderno.
Questi nuovi soggetti rappresentati sulla tela dai pittori impressionisti dimostrano una forte volontà, in pittura, di liberarsi del vecchio e dare inizio a qualcosa di nuovo, che abbia a che fare con la modernità.
Oltre ad essere noto per i suoi dipinti di paesaggi naturali, che vedono protagonisti soggetti come terrazze sul mare, giardini, campi e in particolare ninfee, Monet fu attivo anche nella pittura di soggetti moderni. Uno degli esempi più importanti è rappresentato da una tela di fondamentale rilevanza in questo senso, "La stazione Saint-Lazare" (1877): qui il pittore rende alla perfezione il momento della partenza in un´atmosfera di misteriosa attesa, resa dal fumo che esce dalla locomotiva e sembra quasi fuoriuscire dalla tela, così come lo spettatore sembra quasi udire il rumore delle locomotive accese data la straordinaria veridicità della scena. Nella pittura urbana la stazione è in assoluto uno dei simboli più forti e incisivi: luogo chiave della modernità parigina ottocentesca in cui la folla si ritrova, parte, ritorna attraverso il movimento di locomotive scure dalle quali esce un fumo grigio e freddo, segno di tempi che si stanno rivoluzionando e modernizzando nella chiara realtà parigina ormai in costante movimento.
Attraverso tematiche che toccano diversi argomenti tra loro, Monet riesce a cogliere qualsiasi particolare della realtà, cogliendone alla perfezione anche ogni sua variazione: che sia un paesaggio naturale, un giardino o un luogo moderno industrializzato, tutto ciò di cui il pittore si fa portavoce è rendere, attraverso la tela, l´impressione di un momento che deve rimanere eterno, impressionando lo spettatore.

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