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  19 Dicembre 2018
20/01/2015 di Jessica Ricci

L´incanto dell´arte orientale suggestiona la pittura di Matisse: dal 4 marzo al 21 giugno 2015 Matisse.Arabesque presso le Scuderie del Quirinale

Matisse, calla-lilies, irisesand,mimosas,1913
Matisse, calla-lilies, irisesand,mimosas,1913
Grande conoscitore dell´arte, pittore in grado di utilizzare una molteplicità di linguaggi differenti, Henri Matisse sarà il protagonista della mostra intitolata Matisse. Arabesque dal 4 marzo al 21 giugno 2015 presso la straordinaria cornice delle Scuderie del Quirinale, a Roma. Oltre cento le opere che saranno esposte in una mostra che si fa portavoce dello straordinario patrimonio pittorico di Matisse, per un valore complessivo che supera il miliardo di euro: organizzata dall´Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore, la mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica. Per la prima volta in Italia sarà possibile ammirare capolavori del pittore provenienti da alcuni dei musei più prestigiosi al mondo, come Ermitage, MET, Tate, Puškin, MoMa, Pompidou, Washington, Orangerie, Philadelphia.
La mostra che sarà protagonista della primavera romana è incentrata, in particolar modo, sulle suggestioni che l´Oriente ebbe all´interno dell´operato pittorico di Matisse.
"La révélation m'est venue d'Orient" scriveva il pittore nel 1947 al critico Gaston Diehl: l´arte orientale darà all´arte di Matisse una nuova luce attraverso i suoi colori brillanti, gli arabeschi, lo scintillio e la preziosità dei particolari che rendono la tela uno spazio nuovo, una pura superficie di colore e luminosità, un trionfo di toni vibranti in una dimensione innovativa di decorativismo. Tutto ciò dimostra la grande capacità del pittore di evocare, nelle sue opere, mondi idealmente e fisicamente molto lontani da quello occidentale: il motivo della decorazione coniugato alle suggestioni orientaliste diviene, per il pittore, la ragione principale di una radicale indagine sulla pittura.
Nel panorama pittorico dei primi anni del Novecento, Matisse si rivela una personalità fondamentale, una figura che riesce a far confluire tutte le tendenze della metà dell´Ottocento in uno stile nuovo; per questo viene considerato una sorta di vertebra che unisce l´Ottocento al Novecento. Matisse è un artista "rivoluzionario" rispetto al suo tempo e alle principali avanguardie storiche di quel periodo, è autonomo e distinto, si allontana dalla formalità e dalla prospettiva classicista dell´arte per dare spazio a una nuova concezione di essa, grazie al positivo influsso di modelli orientali ed esotici che evocano nuove sensazioni e suggestioni attraverso un´antica bellezza fiabesca.
Il 1910 segna una fondamentale data di svolta per l´operato pittorico di Matisse: visita la grande esposizione di arte maomettana di Monaco di Baviera, nella quale vi sono oltre ottanta sale colme di preziosità arabesche come ricami, tappeti, tessuti eleganti ed anche altri oggetti provenienti dalla raccolta del collezionista d´arte russo Sergei Shchukin (uno dei più importanti imprenditori-mercanti tessili della Russia Imperiale, con il quale Matisse avrà un lungo rapporto). L´interesse e la curiosità del pittore verso gli spunti orientalisti si rafforzano, rappresentando un nuovo sguardo che gli consente di vedere e pensare a un impianto compi stivo innovativo, basato sulla brillantezza del colore e la semplicità delle forme.
Così si schiudono a Matisse nuove riflessioni artistiche grazie alla visita della suddetta esposizione e al suo viaggio a Mosca un anno più tardi, nel 1911: la Russia e l´Oriente, due dimensioni spazio-temporali lontane, avvicinano il pittore a un´arte maggiormente spirituale e preziosa. La forza dei disegni geometrici, dei tessuti ricchi di ricami elaborati e precisi e degli arabeschi indirizzano l´arte di Matisse verso una misura simbolica dell´immagine; i movimenti e i sentimenti delle rappresentazioni sono caratterizzati da un uso quasi mistico del colore brillante che rende un senso di profonda sonorità delle pennellate.
Tali caratteristiche sono rintracciabili in uno dei dipinti che sarà protagonista della mostra allestita dal prossimo 4 marzo alle Scuderie del Quirinale: "Gigli, Iris e Mimose", tela del 1913 proveniente dal museo Puškin di Mosca. Il dipinto raffigurante una natura morta composta da coloratissimi fiori infonde un generale senso di tranquillità e gioia, grazie a un uso sapiente del colore, in particolare dei predominanti azzurro e verde, ripresi da Matisse direttamente dall´arte orientale al fine di rendere un cromatismo mistico e magico all´interno della tela; la composizione rende evidente come il pittore applichi alla realtà un nuovo sguardo che, facendo tesoro di culture e tradizioni lontane, spirituali e misteriose (come quella dell´Africa centrale o dell´Estremo Oriente), orienta la sua arte verso una dimensione del tutto nuova.
Questo è ciò che la mostra intitolata Matisse. Arabesque e curata da Ester Coen vuole comunicare al pubblico: un Matisse che non soltanto è maestro e maggiore esponente del "Fauvismo" ma un artista che, dopo esperienze chiave della sua biografia come i viaggi ad Algeri e i lunghi soggiorni in Marocco, a contatto con l´arte islamica, la visita all´esposizione d´arte maomettana e il viaggio in Russia, riesce ad applicare un nuovo sguardo alla realtà allontanandosi dalla tradizione occidentale e facendo propria la tradizione di un mondo lontano e magico.
 
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