Il foglio dell'Arte
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  15 Dicembre 2018
11/03/2015 di Demetrio Minuto

Il Fantomatico Isis e le opere d´arte


Non c´eravamo, perlomeno noi italiani, ancora ripresi dal saccheggio di Mosul, che apprendiamo che ai primi di marzo un nuovo assassinio all´arte ed alla storia si è consumato prima nel sito archeologico di Mimrud e poi nella città assira di Hatra.
Cosa dire, i Lanzichenecchi d´Oriente hanno nuovamente colpito.
Prendiamo atto delle solite stucchevoli parole di condanna per l´ennesimo misfatto.
Le aggettivazioni che seguono il misfatto sono sempre le stesse, stupore, indignazione, barbarie etc… Colpevole è chi le compie ma anche chi permette loro di compierle.
Forse qualcuno non si è accorto che queste operazioni di basso livello chirurgico sono iniziate già negli anni ottanta.
Ci si è dimenticati dei Lanzichenecchi talebani che in Afghanistan avevano cercato di cancellare la memoria buddista, ci si è dimenticati delle nefandezze dei ceceni o dei Kosovari o degli stessi statunitensi che con le loro bombe a grappolo avevano danneggiato siti archeologici. Tutto nell´oblio.
Il fenomeno non è di oggi, viene da lontano, dalla volontà o dall´indifferenza nella difesa della cultura o dell´arte e quindi della storia dei popoli.
Poco ha importato ed importa agli stati imperialisti o vetero imperialisti occidentali o orientali che siano, se si danneggia la storia dell´uomo o parte della stessa che trova espressione sublimante nella bellezza.
Non indigniamoci poi più di tanto se etnie, che brutta parola, diciamo orde occidentali di beceri imbecilli per una partita di calcio, mettono a ferro e fuoco la primaria città dell´arte, qualificabile come tale, vuoi per consuetudine o per diritto. Io direi per diritto.
Prendo spunto da questi atti di distruzione, e dissacrazione posti in essere tra gli altri anche da Jihadisti, per finalità a me poco comprensibili per svolgere alcune banali considerazioni.
Giuliano Ferrara poco tempo fa in una trasmissione "elegante", ma essenzialmente auto referenziale, ebbe a dichiarare: "ma non vi rendete conto che siamo in guerra".
Affermazione resa ancora più forte in quanto supportata dalla sua simpatica stazza fisica.
In effetti Ferrara non aveva torto, però mi sono chiesto "conosco il mio nemico". Ma andiamo oltre e mi chiedo ulteriormente se c´è un nemico, dall´altra parte vi deve essere qualcuno disposto a combattere in tutta trasparenza, assumendosene i rischi del caso. Rischi minimi in rapporto ai danni, alla cultura, generalmente intesa.
Oggi parliamo di Mosul o di Mimrud siti archeologici sempre protetti da quei dannatissimi dittatori di cui un giorno l´Occidente che se ne era servito, ha deciso di liquidare.
Non vorrei che qualcuno dimenticasse che le guerre del Golfo furono attivate sulla base di dubbie informazioni, poi rilevatesi del tutto od in parte menzognere o che i combattenti afgani prima coccolati da un certo occidente in chiave antisovietica, alla fine si sono ribellati non solo ai propri "stolti protettori" ma a tutta la storia dell´umanità.
E che dire dei bombardamenti alla cieca, cioè distruggendo tutto e tutti, i quali hanno cancellato o tentato di cancellare gli odiati dittatori di Libia e Siria che comunque garantivano la "memoria storica" e con i quali, Italia in prima linea, avevano stretto un legame quasi fraterno. Ci siamo dimenticati di Gheddafi nel cuore di Roma con le sue coccolate cavallerizze.
Fatti, anzi orribili fatti di selvaggia eliminazione, il più delle volte non autorizzati da chicchessia. Si potrebbe blaterare ma non più di tanto che nella latitanza dell´ONU, ognuno possa fare opera di killeraggio.
Ma veniamo al vero problema, esiste qualcuno in grado di definire chi sia l´Isis? Un califfato, una accozzaglia di sfigati o uno strumento per interessi più grandi rispetto agli stupri di guerra, all´assassinio in video di persone e di opere d´arte.
Ma non possiamo ragionare sull´Isis se non ci chiediamo a quali interessi giova la sua furia assassina di persone e di opere d´arte patrimonio dell´intera umanità.
Non certo a quelli italiani, che corrono il rischio del tutto reale che gli Uffizi o il Pitti o le Scuderie del Quirinale o quant´altro siano mandati in rovina. È solo furia religiosa. Dubito.
Dimentichiamo che anche la mafia attentò ai beni culturali. Sono atti di sfregio all´intera umanità, ma è bene evidenziare senza ipocrisie che non tutti avvertono o percepiscono lo sfregio alla stessa maniera.
Chiedetevi perché il nostro Renzi è andato a colloquio con Putin, e non con altri leader occidentali per parlare della Libia e quindi delle infiltrazioni dell´Isis.
È vero o irreale che gli adepti dell´Isis siano salafiti, cioè musulmani sunniti, praticanti nell´ortodossia più estrema dell´Islam. Non trovo risposte certe.
È vero peraltro che sono di scuola sunnita in contrapposizione a quella sciita, e per questo più pericolosi, perlomeno così ci insegna l´occidente.
Ma il vero pericolo, come ci ricorda Israele non era l´Iran.
L´occidente soprattutto quello imperialista ha rapporti con questi stati, ma ben si bada di chiedere agli stessi se finanziano l´Isis. Oppure può permettersi di rivolgere queste domande, senza subire inevitabili e comprensibili ritorsioni economiche.
La nostra Italia, patria dell´arte e della cultura, se pur espropriata illegalmente e derubata a più riprese dai propri amici occidentali di numerose opere d´arte, non può giustamente attendere passivamente le decisioni di quelli che ho definiti amici, ma certo non galantuomini.
Un grazie ai nostri Carabinieri che hanno recuperato anche negli Stati Uniti un gran numero di opere di archeologia o altro.
Se siamo veramente con quelli che abortiscono la sottocultura di un Tremonti, che ebbe ad affermare che con l´arte non ci si mangia, facciamoci promotori, prima che sia tardi, di un coraggioso intervento contro tutte le barbarie che comunque ci colpiscono quali fulcro e collettori dell´intera arte mondiale dopo anni di indecente oblio ai quali il Ministro Franceschini sta cercando di porre rimedio.
Non sappiamo di preciso ne chi sia l´Isis né come si finanzi, a parte i sequestri ed il commercio delle opere d´arte, tutti atti illegali che non possono che essere parte di una realtà controrivoluzionaria ben più grande. E chi ci rassicura che l´Isis ed i loro amici siano anche capaci di immettere sul mercato velenosi "strumenti finanziari" che forse ottengono ottimi punteggi dalle agenzie di rating, per pura distrazione, si intende.
Se pur con mille difficoltà affrontiamoli "sul campo" ma non con i vili e costosissimi aerei di produzione imperialista che aggiungono morti a distruzione, desolazione e dissoluzione del tessuto sociale e culturale.
Caro Ferrara, hai ragione, siamo in guerra ma dobbiamo in primo luogo conoscere chi sono gli amici e chi i nemici.
Da ultimo apprendiamo che anche i new cow boys nelle persone di alcune cittadine americane, hanno profanato il Colosseo.
Indignazione e basta, come per le altre barbarie di giovani statunitensi che in piena sbornia, avevano dato alle fiamme parte dell´Hotel Parco dei Principi. Risultato nessun provvedimento coercitivo preso in merito ai fatti in oggetto. Nulla, con buona pace di Roma ladrona, però anche fessa o troppo timida con alcune Ambasciate.
Sempre in tema di fesserie apprendiamo che il Prof. Sgarbi, come da lui dichiarato, avrebbe individuato un muratore, non capra, che per soli € 800, dicasi ottocento, sarebbe stato in grado di restaurare la "Barcaccia" in piazza di Spagna.
Viva la goliardia, peccato sia sempre a nostre spese.

GALLERIA FOTOGRAFICA
Barcaccia danneggiata Barcaccia danneggiata 2 La Barcaccia in tutto il suo splendore Città di Hatra
 
 
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