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  15 Dicembre 2018
23/04/2015 di Marco Minuto

Marc Chagall Chiostro del Bramante, poesia ed immagine si confrontano


A Roma, nel magnifico Chiostro del Bramante, è in corso una stupefacente mostra su uno degli artisti più rappresentativi del Novecento, Marc Chagall.
Sono esposte centocinquanta opere tra dipinti, disegni e stampe, capolavori assoluti dell´artista russo prestati dall´Israel Museum di Gerusalemme.
La mostra, curata da Ronit Sorek, ci farà comprendere oltre alla personalità variegata di Chagall e da le sue fonti di ispirazione, prima tra tutti l´amata moglie Bella, i temi centrali della sua arte, quali la fusione tra cultura ebraica ed i suoi simboli.
Il tema dell´olocausto è parte integrante dell´esposizione che, attraverso la narrazione poetico-pittorica, sembra rivivere negli occhi e nell´anima di chi ammira le sue tele.
Le esperienze dolorose attraversate nella vita, pur segnandolo profondamente non hanno tolto lo stupore, la meraviglia l´amore per la vita che Chagall ebbe sino alla sua morte.
Un genio assoluto, che proprio per il suo sguardo illuminato ed ottimista, nonostante gli orrori della Seconda guerra mondiale, rimarrà nella storia dell´arte come uno degli artisti più carismatici del novecento.
Aprono alla mostra i disegni che rappresentano le varie fasi della sua vita, in primis la storia del suo grande amore con Bella, sin dal loro primo incontro su un ponte della sua città natale per arrivare ad un suo compleanno, in cui Chagall la dipinge "due volte una sola linea", mentre di fronte un quadro li ritrae sospesi nell´aria.
Un´atmosfera incantata, magica, nostalgica, quasi fiabesca popola i sottili disegni del maestro, quasi a trasportare il visitatore in una realtà parallela, onirica per la delicatezza dell´anima trasportata sulle tele come fossero i suoi stessi respiri.
Un´altra parte della sua vita è narrata nella sua autobiografia, "MaVie" in cui vengono narrati su tela poeticamente come sempre, i ricordi della sua infanzia trasfusi anche essi dalla luce interiore dell´artista.
Frequentò giovanissimo la bottega di un pittore della sua città di nome Penne. Per poi trasferirsi a San Pietroburgo dove frequentò l´Accademia russa di belle arti. Il richiamo di Parigi arrivò anche a Chagall dove incontrò la comunità artistica di Montparnasse.
Si confrontò con il cubismo che non amò come pure il naturalismo, l´impressionismo e Cèzanne.
Incontrò Modigliani e molti altri artisti, mantenendo inalterato il suo tratto originale fiabesco e visionario.
Le tre fonti letterarie che alimentarono la sua realistica fantasia sono : la Bibbia, che lui definiva la più grande radice della poesia con disegni ed incisioni in cui il colore è sempre vivo, "le anime morte" di Gogol con acqueforti e "le favole secentesche di La Fontaine", con animali umanizzati ed uomini animalizzati.
Nell´ultima sala spiccano i suoi quadri più celebri come "La caduta dell´angelo" presentimento dell´imminente Olocausto e "La Crocefissione" in cui sono espresse le sofferenze del suo popolo nella Seconda Guerra mondiale dove la sua città natale Vitabsk fa da sfondo ad un grande campo di sterminio.
Ma ecco subito dopo le tele che trasfigurano il dolore in amore per la sua bella sublimandolo in un amore più universale, con le figure degli innamorati che si liberano in aria, come fiori tra i fiori.
Un vero florilegio di maestria tecnica ed allegoria evocazione statica e sensualità emotiva.
La sua lunga vita rievocata da una mostra che rende omaggio ad un´artista che anche per il suo grande impegno sociale e per le traversie dovute alla sua origine ebraica ebbe una vita intensa mantenendo inalterato il suo amore per l´umanità.
Dopo i numerosi trasferimenti e dopo aver perso l´amore della sua vita si trasferì in Provenza, dove i colori della natura ispirarono ancor più Chagall, tanto è che le pennellate divennero ancor più libere e brillanti, simbolo della gioia di vivere e dell´amore.
Ed è mistero come l´immensità penetri nella finitudine. Così accade ad un cuore che contiene tuttoproprio come Chagall nella sua pittura.
 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
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