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  15 Dicembre 2018
27/05/2015 di Alessandra Di Romano

Dopo il Diluvio, David LaChapelle


Palazzo delle Esposizioni presenta una straordinaria retrospettiva del poliedrico artista americano David LaChapelle dal titolo Dopo il diluvio.
La mostra curata da Gianni Mercurio presenta un corpus eterogeneo di centocinquanta lavori e video di backstage che prendono le mosse a partire dal 2006 anno in cui l´artista realizza la serie di The Deluge. All´interno della mostra sono presenti opere anche degli anni precedenti che permettono di comprendere pienamente il percorso artistico del fotografo, celebre per aver lavorato per Interview Magazine al fianco di Andy Warhol.
Ritratti di celebrità del mondo della moda, della musica, del cinema e del jet set internazionale, registrazioni di vita con i loro aspetti e delle loro esagerazioni , questo il mondo fotografato da LaChapelle fin dai suoi esordi, che non ha però impedito al geniale fotografo di evolversi staccandosi dalla produzione seriale per giungere a delle opere pensate per le gallerie e i musei.
Il 2006 rappresenta per LaChapelle un anno di cambiamenti e di importanti trasformazioni. La scelta di affrancarsi dal mondo dell´arte e di condurre un altro stile di vita, fanno si che quando giunge nuovamente a Roma per visitare la cappella Sistina guardi per la prima volta, con occhi nuovi, gli affreschi del Buonarroti. Il diluvio universale di Michelangelo, diviene per l´artista centrale nella sua produzione, la tematica della morte, della deriva e del diluvio purificatore sono assunti come punti cardini; nasce così The Deluge.
LaChapelle nei suoi lavori conduce delle vere e proprie narrazioni, le costruisce con sapiente teatralità, lui è il regista e scenografo delle sue fotografie, lui coordina tutto il processo artigianale che si nasconde dietro le sue immagini così glamour. Le stesse fonti che lo ispirano sono totalmente divergenti tra loro,basti pensare all´accostamento del mondo rinascimentale e barocco, quello di Botticelli, Michelangelo, Leonardo, Bosch e della scultura ellenistica per giungere alla cultura pop e alla pornografia.
Sono opere dense di citazioni artistiche nelle quali ci si perde, fotografie cariche di riferimenti , dove superata la superficialità immediata con un secondo sguardo si scorgono tutti gli elementi che ne compongono il corpus, che ne affollano le sue realizzazioni, che ne connotano a loro volta altri, tutti volti a svelarne i successivi come in una vorticosa metafora di vita e morte. Centrale irrompe la natura che fagocita l´essere umano e le sue abitudini e il suo mondo. Un susseguirsi di movimento e di colore che abbagliano l´osservatore, ma che ne profondono anche un senso di angoscia legato alla nostra labile condizione umana.
La riflessione è immediata, non solo osservando le nature morte o le fotografie relative allo sfruttamento del nostro pianeta, dove La Chapelle mette in mostra raffinerie e stazioni di servizio, modellini realizzati con materiali di riciclo e fotografati nell´isola di Maui e nel deserto californiano, ma anche guardando le immagini della devastazione di un museo che ritrae solo delle opere che si riflettono e che nessuno potrà mai più ammirare.
Immagini forti e provocatorie che ci offrono la possibilità di scegliere tra tante chiavi di lettura.

GALLERIA FOTOGRAFICA
David LaChapelle , Land Scape Kings Dominion (2013) David LaChapelle - Amanda as Marilyn (Blue) David Lachapelle self portrait as house
 
 
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