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  19 Dicembre 2018
21/03/2014 di Marco Minuto

Pompei lo specchio triste di una nazione che investe poco nel patrimonio artistico e culturale



Nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire ma ancora una volta assistiamo all´ennesimo crollo nell´area archeologica di Pompei. La zona è appartenente, a una domus della regia V ed, era già da tempo interdetta alle visite del pubblico e messa in sicurezza per il grande progetto Pompei che andrebbe e quì il condizionale è d´obbligo essere realizzato entro il 2015. Secondo i primi accertamenti dei tecnici giunti sul posto, le dimensioni del tratto di muro che si è andato a sbriciolare è pari ad una lunghezza di 1,30 centimetri. Come riferiscono dal Ministero, la Soprintendenza ha informato l´Autorità Giudiziaria ed, il Comando locale dei carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale. È salito così a 30 il numero dei crolli avvenuti dal 2009 ad oggi tra i più importanti è da ricordare la Domus dei Gladiatori avvenuto nel 2010. L´ultimo crollo di Pompei non è che l´ennesima conferma di come l´Italia continui ad investire in maniera irrisoria sul proprio patrimonio artistico e culturale. D´altronde i dati parlano chiaro come pubblicato da una ricerca dell´Eurostat, L´Italia è il fanalino di coda in termini d´investimenti di spesa pubblica destinati alla cultura solo l´1,1% dietro di noi solo la Grecia. E´ curioso e paradossale, come le due Nazioni tra le più ricche a livello di beni culturali investano poco o per non dire nulla.

 
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