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  19 Dicembre 2018
24/09/2015 di Marco Minuto

Da Raffaello a Schiele Viaggio nella storia dell´arte dal Cinquecento al Novecento.


In occasione dell´Expo Milano 2015, il museo di Belle Arti di Budapest concederà ai visitatori della mostra, attraverso settantasei opere che vanno dal Cinquecento al Novecento, un´esperienza unica ed irripetibile.
Infatti a Budapest è conservata una delle più belle raccolte d´arte esistenti al mondo.
Un ennesimo viaggio reale ed al tempo stesso onirico per la bellezza delle opere esposte, che condurrà per mano il visitatore attraverso cinque secoli.
Una mostra ad ampio respiro, con le opere degli esponenti più simbolici e significativi dell´arte di ciascun periodo storico.
E´ come se ci trovassimo dinanzi alla Storia dell´Arte europea dal Cinquecento al Novecento, narrata attraverso l´incanto delle sue opere.
E´ è come se, sala dopo sala, si respirasse l´immensa bellezza catartica dell´arte ammirando le meraviglie del Cinquecento, Seicento, e Settecento attraversando l´Età barocca, il Simbolismo e l´Espressionismo sino ad arrivare alle Avanguardie.
Un viaggio dunque che iniziamo a percorrere attraversando colori, immagini, simboli che arrivano dritti all´anima.
Da Raffaello a Tintoretto, da Rubens a Goya, da Canaletto a Manet, sino ad arrivare a Cezanne a Gauguin.
La prima sala è dedicata all´alto Rinascimento italiano illuminata misticamente dalla Madonna e Sterhazy di Raffaello, che ritorna quasi per magia a Palazzo Marino dopo un anno.
Nella stessa sala sono esposti disegni ed un bronzetto di un altro gigante, Leonardo da Vinci.
Proseguendo il viaggio troviamo la seconda sala, dedicata alla pittura della Serenissima in cui si celebra la scuola veneta del XVI secolo.
Incontriamo Tintoretto con la Cena di In Emmaus, Tiziano con i suoi ritratti, subito dopo Veronese e Moroni.
Storicamente collegato alla Scuola Veneta è il genio solitario di El Greco, presente nella sala con due tele che irradiano un´aura di intensa luce, quali Maddalena Penitente e San Giacomo Minore.
Camminando metaforicamente tra i secoli dell´arte ci troviamo nella terza sala con il Rinascimento in Europa ove sono messe a confronto diverse scuole : fiamminga, italiana e tedesca.
Ci affascina nel suo splendore la Salomè di Lukas Cranach il vecchio, accanto al ritratto di giovane di Albrecht Durer.
Nella stessa sala alcuni dipinti di soggetto sacro di Altdorfer, Van Heemskerck e Bronzino che ci mostrano l´evoluzione del significato più profondo dell´arte sacra nell´Europa tra Riforma e Controriforma.
Proseguendo troviamo nella quarta sala il primo Seicento e quindi l´arte barocca.
Troneggia scena di osteria di Velazquez con accanto Rubens e il drammatico Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi.
Camminando ancora nel metafisico viaggio, ci troviamo in contatto con altre scuole del Seicento europeo. Oltre che per la maestosità delle sue opere, la mostra ci incanta anche perché dona al visitatore uno sguardo ad ampio raggio.
Claude Lorrain con la sua "Villa nella campagna romana" ci dona la solarità del classicismo francese, confrontato con la più nordica luce dei ritratti di Frans Hals e di Anthony Van Dyck.
Con lo spagnolo Murillo, ma soprattutto con il genio di Rembrandt col suo disegno Saskia Van Uylenburgh seduta accanto alla finestra, troviamo riferimenti sia alla pittura devozionale che di affetti domestici.
Nella sesta sala troneggia il dipinto "San Giacomo Maggiore" "il vittorioso" di Gian Battista Tiepolo. Siamo ormai nel settecento ove la scuola veneziana, autentica dominatrice della scena artistica del settecento europeo, è rappresentata con i massimi geni quali Canaletto e Bellotto, rispettivamente con "La chiusa di Dolo" e "Piazza della signoria a Firenze", nonché Sebastiano Ricci con la sensuale "Betsabea al bagno".
Nella stessa sala tre opere di Goya : "Il ritratto di Manuela Ceàn Bermùdes" con altre due piccole tele dedicate al lavoro.
Nella penultima sala il viaggio ci fa incontrare il Simbolismo internazionale dove protagonisti sono gli artisti ungheresi come Yoszef Rippl Ronai e Yanos Vaszari.
Oltre ad altre opere, troviamo un bronzo di Auguste Rodin intitolato "alle Sirene" , accanto al Simbolismo italiano interpretato da Segantini con il Bozzetto per "L´angelo della vita".
Siamo arrivati alla conclusione del viaggio con l´ultima sala dedicata all´Impressionismo sino alle Avanguardi che raccoglie una seria di opere di pittura e di grafica tra il secondo Ottocento ed il primo Novecento.
Incontriamo Edoaurd Manet con la sua tela "Donna con il ventaglio" e Paul Cézanne con il suo dipinto del 1877 "Credenza".
Infine Monet, con i suoi "tre pescherecci" e l´immenso Van Gogh con il suo "Giardino in inverno a Nuenen" e poi ancora Gauguin con la tela i "Maiali neri".
In chiusura nel nostro cammino l´acquarello di Egon Schiele "Due donne che si abbracciano" del 1915.
La mostra sopra descritta, è stata proposta in occasione di ExpoinCittà dal Comune di Milano Cultura ed organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arhtemisia Group e 24 ore cultura- Gruppo 24 ore in collaborazione con il museo di Belle Arti di Budapest ed il Museo nazionale Ungherese ed è curata da Stefano Zuffi.
Una mostra particolare quindi che accompagna idealmente il visitatore attraverso i secoli più emblematici della storia dell´arte mondiale e lascia quindi dentro di sé un´impronta di bellezza in tutte le sue sfaccettature, come un prisma magico di luce e colori ed emozioni.
 
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