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  19 Dicembre 2018
21/10/2015 di Jessica Ricci

Dismaland: il parco del "non divertimento" e parodia del mondo Disney firmato Banksy


La sua identità è sconosciuta, ma trova sempre il modo di far discutere ampiamente di sé. Di chi stiamo parlando? Dell´artista anonimo per eccellenza, re indiscusso della street art contemporanea: Banksy.
La sua ultima installazione è stata un vero e proprio successo innovativo. Potrebbe essere definito un parco artistico del non divertimento, un enorme contenitore di performance artistiche, magnifiche opere d´arte e proiezioni di video d´artista che già dal nome riesce a trasmettere il suo intento provocatorio: Dismaland, ovvero una tetra allegoria del parco divertimenti per eccellenza Disneyland. Il parco artistico, situato a Weston-Super-Mare, località balneare nel Somerset inglese a sud di Bristol, ha aperto le sue porte al pubblico e ai turisti lo scorso 22 agosto ed è stato possibile visitarlo fino alla fine di settembre, al costo di 3 sterline a persona. Il successo è stato straordinario: 150.000 circa le persone che hanno scelto di visitare un luogo artistico insolito e curioso in cui l´arte poteva essere pensata e concepita in un modo tutto nuovo, alternativo, anticonformista.
Dismaland è stato frutto di un progetto immenso nato e avvolto dal mistero più assoluto, fino al giorno della sua apertura: come al solito, Banksy è riuscito a non far insospettire nessuno, nemmeno i residenti della zona, convinti fino all´ultimo che all´interno dell´ex lido abbandonato si stessero svolgendo i lavori per un set cinematografico di un thriller hollywoodiano.
E invece no. Nessun film, ma il "Banksy effect" che ha scatenato sin da subito i media mondiali. Appena aperte le porte di Dismaland, nel giorno inaugurale, Banksy ha invitato chiunque ad entrare in un vero e proprio vortice, un caleidoscopio artistico in cui nulla è scontato e viene a instaurarsi un gioco continuo tra l´artista e lo spettatore il quale, usufruendo delle opere, è invitato a riflettere sul modo in cui vive, ma allo stesso tempo è invogliato a continuare così. All´interno del parco-mostra tutto è dettaglio e tutto è centrale, in un gioco infinito di ironie, corrispondenze e contraddizioni.
Il nome del parco, per intero Dismaland Bemusement Park, contiene giochi di parole chiave per comprendere il suo principale obiettivo: Disneyland è stato trasformato in Dismaland grazie all´aggettivo "dismal" (lugubre, tetro, squallido); il divertimento, in inglese "amusement", si è trasformato in "bemusement", ovvero "sconcerto". Risulta chiara la completa sovversione dell´estetica disneyana nel parco in cui le opere di Banksy sono affiancate dall´opera di altri importanti artisti, oltre 50, tra cui il genio dell´arte britannica contemporanea, Damien Hirst.
Più che le grandi firme, però, a colpire è l´esplicita filosofia che sta dietro ogni installazione. Si può guidare su un lago artificiale, con un radiocomando, una barca piena di migranti e rifugiati di guerra; si può fare la pesca alla paperella, ma in realtà al posto delle paperelle ci sono dei piccoli mostri; si può osservare una carrozza fiabesca capovolta, finto-disneyana, con una principessa appena venuta a mancare per un incidente oppure una grande orca ammaestrata che esce da un water; impossibile non osservare, proprio all´ingresso del parco, un decadente castello di Cenerentola ingrigito dal conformismo. Inoltre tutti gli addetti ai lavori del parco sono volutamente sciatti, maleducati, imbronciati, indifferenti alle richieste dei visitatori e depressi, malinconici.
Lo spettatore si trova dunque di fronte all´anti-disneyland per eccellenza, una realtà completamente ribaltata con castelli decadenti e riferimenti espliciti nei confronti di potere e consumismo, che invita alla riflessione molto più di un tradizionale parco a tema.
Obiettivo principale: denuncia sociale. Lo si capisce non solo dallo stile del parco e delle opere che lo hanno popolato per circa un mese, ma dal fatto che appena chiusi i battenti, a fine settembre, il parco è stato smantellato e trasferito a Calais, in Francia, dove migliaia di rifugiati sono accampati nel campo chiamato "Jungle". Esatto, Dismaland si è trasformerà in un campo per i migranti: lo avrebbe annunciato lo stesso Banksy. I lavori sono ancora in corso, al fine di riutilizzare al meglio tutti i legnami, gli infissi e le strutture presenti nel parco per la costruzione di nuovi rifugi che riescano ad accogliere un ampio numero di profughi.
L´arte sociale di Banksy ha preso dunque una nuova piega, che si va aggiungere alle sue mille sfaccettature artistiche avvolte dal mistero ma tutte legate tra loro dallo stesso filo conduttore, quello dell´anti-conformismo: in questo caso è evidente la necessità di sottolineare i paradossi delle società occidentali in cui divertimento e miseria vengono costantemente mescolati generando indifferenza piuttosto che una riflessione sulla realtà.


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