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  15 Dicembre 2018
05/05/2014 di Alessia Brescia

Capolavori del Musée d´Orsey a Roma



Nel complesso del vittoriano è in corso una bellissima mostra sull´impressionismo, curata dal direttore dei Musée d´Orsey di Parigi Guy Cogeval. Un tempo stazione ferroviaria, la Galerie d´Orsey fu trasformata sotto la presidenza di Giscard d´Estaing in uno dei più celebri musei del mondo, destinato a ospitare le più grandi opere dell´impressionismo e del post-impressionismo, oltre che i lavori di fotografi, scultori, architetti, scrittori e decoratori fin de siècle. Oggi Roma ospita per la prima volta i capolavori degli artisti rivoluzionari della forma e del colore che, tra il 1860 e il 1920, cambieranno il corso della storia dell´arte.
Il percorso espositivo, suddiviso in cinque sezioni, ci propone di ripercorrere la nascita di un´epoca e, più specificatamente, di un modo nuovo di dipingere e di concepire la luce e la forma. Una selezione di circa sessanta opere ci accompagnerà in un viaggio nella trasformazione dell´arte moderna. Dopo una piccola introduzione allo stile accademico, il percorso della mostra ci conduce al realismo e alla scuola di Barbizon, dove incontreremo artisti come Corot e Millet, con le loro connotazioni naturalistiche e le bellissime raffigurazioni della foresta di Fontainebleau. Artisti che fuggono dalla modernità parigina per immergersi nella natura , un incontro dal quale nascerà un ritrovato e rinnovato amore per il paesaggio e per il nudo femminile, soggetti ora liberi dagli stilemi del classicismo, dipinti attraverso colpi di pennello rapidi e frammentati, e tuttavia ancora sottomessi ai rigidi canoni del realismo. Interessante sarà osservare l´evoluzione del registro stilistico dei pittori in quegli anni di profondi cambiamenti. Nell´opera di Monet stesso, ancora realista nel Cortile di fattoria in Normandia del 1863, fino alla nota frammentazione della pennellata che sarà poi fondamento della resa impressionistica. Monet esporrà per la prima volta al Salon nel 1865. In Francia, nella prima metà del XIX secolo, nessun pittore avrebbe potuto fare strada senza passare per la giuria del Salon, una vera e propria istituzione nata nel XVI secolo come luogo di esposizione prima dell´Accademia Reale Francese, poi dell´École Des Beaux Arts. E proprio contro questo sistema dichiaratamente conservatore si muoveranno alcuni giovani artisti accomunati dal desiderio di ritrarre la vita moderna e catturare l´istante, la luce, la sfuggente bellezza degli spazi aperti. Nel quadro Il tramonto, vero e proprio manifesto dell´impressionismo, possiamo cogliere tutta l´essenza di questo movimento, la conquista della luce in tutte le sue inafferrabili sfumature. "Voglio dipingere l´aria nella quale si trovano il ponte , la casa ,il battello. La bellezza dell´aria in cui sono , e la cosa è non meno che impossibile ". Una dichiarazione di poetica, ma per Monet anche una sfida: cogliere i colori degli oggetti, che non sono più considerati "fissi", ma modificati da ciò che li circonda, aria,luce, ombre.
La mostra ci ha finalmente guidato nel cuore dell´impressionismo. Vi troviamo, tra le opere più straordinarie, Le rue Montorgueil a Parigi (durante la festa del 30 giugno 1878) di Monet, L´italiana di Vincent Van Gogh (1887), Le ballerine che salgono una scala (1886-1890) di Degas. Dall´impressionismo, veniamo quindi introdotti al suo alter ego nel mondo interiore, il simbolismo.

La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che sono vivi,
una foresta di simboli che l‘uomo
attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari
Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un´unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.
Profumi freschi come la pelle d´un bambino
vellutati come l´oboe e verdi come i prati,
altri d´una corrotta, trionfale ricchezza
che tende a propagarsi senza fine-così
l´ambra e il muschio, l´incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi

Charles Baudelaire

La mostra si conclude con un affaccio sulle correnti post-impressioniste.
I puntinisti scompongono i colori negli elementi fondamentali e invece di fonderli sulla tavolozza li dispongono sulla tela a piccole macchie separate. I Nabis insistono sui valori simbolici e decorativi delle loro immagini ponendosi alla base dell´Art nouveau. I cubisti, infine, portano alle estreme conseguenze il processo di semplificazione della realtà riducendola a forme geometriche pure. La mostra è iniziata il 22 febbraio e si concluderà l´8 giugno 2014

 
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