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  15 Dicembre 2018
06/11/2013 di Demetrio Minuto

Inaugurazione

Inaugurazione
Inaugurazione
La società "Belle Arti srls" inaugura in data odierna e precisamente il 6 novembre 2013 il suo percorso attraverso il "bello" e quanto di espressivo possa esistere, immaginando di immergersi nella fantasia e nelle intenzioni dei suoi autori mediante un approccio il più possibile interdisciplinare.
Attraversando il "bello" e "l´immaginario", intesi anche come fonti d´informazione e di storia, la società "Belle Arti" si propone d´incontrare e d´intercettare l´interesse dei suoi lettori e visitatorinell´ambito di ciò che la società Belle Arti srls sarà capace di creare. In quest´ottica e visione di missione, si tenterà di far conoscere e di valorizzare quegli artisti e creativi "minori" (o quantomeno considerati tali), tutt´oggi ancor poco conosciuti probabilmente per oblio, scarso interesse o disinformazione. Sarà un percorso tanto esplorativo quanto provocatorio, poiché anche le realtà cosiddette "minori" della nostra Penisola hanno da sempre fornito idee, energia e maestria per migliorare, affinare o attestare i valori esistenti ancheattraverso una visione proiettata verso il futuro. Arte, dunque, non fine a sé stessa, ma profilo e spaccato di unapproccio multiculturale e
multifunzionale. L´inizio del nostro lavoro sarà dedicato all´arte realizzata nell´anello dei Monti Sibillini e dei suoi dintorni; un territorio morfologicamente duro e grezzo, ma al contempo dolce, multicolore e carico di mistero. Tuttavia, cosa intendiamo per "arte"? Secondo il nostro programma, arte è creatività umana intesa non in senso assoluto, ma come volontà di manifestare qualcosa, da esteriorizzare attraverso un´attenta presa di coscienza del contesto storico-culturale nel quale si colloca tale espressione. Questo è il nostro manifesto in cui cercheremo anche di fare comunità. A me come membro meno giovane di questa società è stato affidato il compito di aprire la pagina. Il primo sentiero è quello che ci ha portati con un po´ di fortuna a scoprire una chiesa, la Chiesa della Madonna Bianca. Questa Chiesa, nascosta forse per "pudore" tra la piccola città di Preci, ai confini tra l´Umbria e le Marche, e la suggestiva città di Norcia vicino a Castelfranco è immersa nella splendida valle Castoriana dove si trova la città di Campi (quest´ultima, inoltre, meriterà un altro articolo e altre considerazioni data la bellezza dei suoi eremi e dei suoi luoghi carichi di misticismo ed arte, allo stato attuale ancora poco studiati e analizzati) .
La chiesa, altrimenti chiamata Santa Maria dell´Annunziata, presenta sul lato frontale un portico rinascimentale a cinque archi con sei colonnine. Nel lato sinistro del primo arco irrompe con una certa "prepotenza" uno stemma lateranense, mentre la parete esterna si fa ammirare per una pregevole parete affrescata con un´opera attribuita agli Sparapane.
L´interno della chiesa, che non poteva non contenere anche dipinti di pittori locali "minori" (oggetto nel corso degli anni di numerosi saccheggi, data la scarsa attenzione per le espressioni artistiche, perlomeno nei territori poveri dove la gente doveva continuamente far frontead esigenze
quotidiane) conserva ancor oggi pregevoli affreschi con un impianto iconografico che ricorda la storiografia classica della chiesa di Roma. Questa chiesa, dal tetto a incastellatura triangolare sostenuto da quattro colonne e supportato da tre travi disposte a triangolo isoscele, è divisa in due navate. Veniamo, dunque, al primo punto di notevole interesse ovvero a chi erano gli Sparapane. Da varie ricerche sui Monti Sibillini, frutto della meticolosa opera di studiosi italiani e stranieri emerge che la bottega degli Sparapane, attiva nella zona di Norcia tra il 1400 e il 1450, era un laboratorio ricco e originale per la produzione artistica. Questa terra dedita soprattutto alla pastorizia, alla macellazione e alla lavorazione del legno e della pietra, grazie all´ingegno degli Sparapane che all´epoca vantavano le maggiori committenze, conobbe "l´arte della devozione". Le loro opere raffiguravano prevalentemente, pur con una certa dose di "scetticismo", i dogmi del Vangelo e dei suoi predicatori. Il Cordella definisce l´arte degli Sparapane come segue: "è loro il modo concreto e vernacolare di concepire scene e personaggi, l´apparecchio scarno, la grammatica "funzionalità devozionale", l´asciuttezza della composizione". La parete destra della chiesa conserva affreschi con scene dedicate alla vita della Madonna e ai Santi Rocco e Sebastiano. Anche questi affreschi sono attribuiti agli Sparapane, i quali sono presenti con le loro opere anche in altre località come la Pieve di Fematre e la Chiesa del Salvatore in località Campi.
Sollevo solo un dubbio di attribuzione e precisamente che la Chiesa fu eretta, non come comunemente viene affermato tra il 1500 e il 1600, ma nel 1300 come credo e sosterrò in seguito. In questo caso il discorso attributivo delle opere, presenterebbe una propria logica temporale, poiché l´opera dei vari Sparapane è databile non prima degli inizi del 1400 per proseguire perlomeno per una cinquantina d´anni. Ciò che maggiormente cattura l´interesse di questa incantevole chiesa nascosta in una verdeggiante pianura tra la strada di Preci e Norcia, lasciando la Valnerina, è la statua della Madonna Bianca che si staglia su sfondo azzurro. Sul suo capo una colomba bianca con il becco inclinato come segno di protezione e devozione. Secondo il simbolismo cristiano potrebbe rappresentare l´incontro tra lo Spirito Santo, Maria e il Bambino. Quest´ultima è inserita all´interno di un´edicola con due sportelli dipinti che raffigurano due Angeli quando le ante sono aperte e gli apostoli Pietro e Paolo quando le
ante sono chiuse. La statua della Madonna è realizzata con una stupenda roccia bianca (tipica della parte bassa dei Monti Sibillini e apparentemente simile al marmo) e sprigiona una luce stupenda. Sensazione tanto più intensa se si tiene conto che la Chiesa probabilmente per scarsità di fondi pecca proprio in luminosità. L´opera, frutto dell´impiego di materiale lapideo bianco, è attribuita alla scuola degli scultori fiorentini e in particolare a Francesco di Simone Ferrucci il quale, in effetti, reitera più volte il motivo della Madonna con il Bambino in pietra, ornata con rilievi rabescati e floreali o con la palmetta unita a foglie baccellate.
Generalmente la figura della Madonna era raffigurata dal Ferrucci dentro un tondo. A tal proposito tengo a sottolineare che la pietra bianca lapideia non sono prerogative della sola Toscana o delle Puglie. Così come non spetta alla sola Toscana il merito di aver sviluppato una scuola d´intagliatori e scultori della pietra.
Ne è testimone il paesaggio della Valnerina soprattutto nelle vicinanze della Madonna Bianca o, sconfinando verso le Marche, verso i borghi di Visso e dei Campi di Ussita, così pieni di pregevoli e belle pietre bianche da confonderle facilmente con il marmo.
Dal momento che non risultano committenze locali ascritte al Ferrucci, né testimonianze dei suoi passaggi in zona, mi permetto di dubitare di tale attribuzione, poiché la Madonna Bianca di Ancarano è circondata da tutt´altro simbolismo. Lasciamo tuttavia per un attimo la Madonna Bianca e concentriamoci sul lato destro della Chiesa (guardando quest´ultima di fronte), ove scorgiamo un´altra entrata molto singolare e suggestiva. Essa, infatti, racchiude i simboli del Templarismo come ad esempio la croce che compare anche nel mantello indossato dai Templari il cui motto è: "Non Nobis Domine, non bois, sed nomini Tuo ad gloriam" e il cui simbolo più noto, a noi sinora giunto è proprio la croce impressa sul mantello-vessillo c.d. "Beauceant" .
Poiché l´Ordine dei Templari è ufficialmente nato alla fine dell´anno 1100 per poi dissolversi nel 1314, dobbiamo nuovamente e necessariamente porci la domanda: quando fu eretta la Chiesa della Madonna Bianca?
In primo luogo è evidente che la Chiesa della Madonna Bianca nasce in concomitanza con la fine del Templarismo perlomeno con Filippo il Bello, come sostenuto da me in precedenza ovvero tra la fine del 1200 e i primi del 1300 e non nel 1500. Ma a questo punto come non chiedersi se esiste un nesso tra il bianco della Madonna e i drappi bianchi dei Templari con relativa croce?
Ancora: cosa cambierebbe se in origine l´ingresso principale della Chiesa fosse stato quello attuale, dove simboleggiano gli stemmi della Roma Papale o quello dell´ingresso laterale dove è scritta un pagina della storia dei Sibillini che riporta al San Bernardo di Chiaravalle e al Templarismo?
Per il momento queste domande non hanno delle risposte certe, poiché allo stato attuale non si hanno ancora informazioni sicure sulla nota strada che conduceva i Templari dal Tirreno sino all´Adriatico. Non si hanno, infatti,testimonianze certe che il percorso di Ancarano e quindi per Norcia (noto feudo papale) fosse meta per raggiungere la via Salaria e di conseguenza i porti destinati alla Terra Santa. In buona sostanza il Templarismo poteva anche essere un fenomeno prettamente locale e dal puro spirito emulativo. Tesi, riconosco, essere senz´altro azzardata.
Tuttavia, la nostra ricerca non si ferma qui, poiché è necessario contestualizzare la chiesa Bianca e i suoi affreschi anche con altri eventi o realtà locali, alcune già citate come ad esempio Fremate, la Chiesa di San Salvatore a Campi e le varie chiese romaniche e gotiche di San Ginesio.

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