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  14 Dicembre 2018
27/02/2015 di Francesca Castiglia

Claire Fontaine e le strategie di sopravvivenza di "Pretend To Be Dead"

Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”,
Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”,
ROMA - Nella sede capitolina della Galleria T293 il duo di artisti Claire Fontaine è in mostra fino al 19 marzo 2015 con "Pretend To Be Dead". Si tratta di lavori che analizzano aspetti concettuali e politici del mondo contemporaneo. Il titolo si riferisce a una forma di difesa passiva che alcuni animali adottano nei confronti dei predatori e che permette loro, simulando la morte, di sopravvivere. Filo conduttore delle opere è proprio la violenza insita nell´ambiente e nei rapporti interpersonali, come anche le tecniche di sopravvivenza messe in atto.
Claire Fontaine è un duo italo-inglese fondato nel 2004 da Fulvia Carnevale e James Thornhill, di base a Parigi. Dopo aver preso il nome da un famoso marchio di cancelleria per la scuola, i due si sono dichiarati "artisti readymade", iniziando a elaborare lavori neo-concettuali che volutamente riprendono quelli di molti altri artisti. Utilizzando il neon, il video, la scultura, la pittura e la scrittura hanno dato vita a una pratica artistica che può essere descritta come una continua critica all´impotenza politica e alla crisi dell´unicità che sembrano contraddistinguere l´arte contemporanea.
Le opere in mostra lavorano su questi concetti: ad esempio, "Untitled (Study for Toilet Snorkel/US patent)" è ispirato all´illustrazione di un brevetto americano per un dispositivo che permette di sopravvivere in uno spazio invaso dal fumo, respirando con una cannula l´aria che si trova nel condotto del water. Si tratta di una metafora delle modalità inusuali con cui a volte cerchiamo la salvezza.
"Untitled (Fresh Monochromes)" sono lavori monocromi realizzati con una vernice anti-invasione sempre fresca, che si applica su muri e cancelli per marchiare le intenzioni illecite di probabili intrusi. L´uso, sulle tele, di una pittura che non si asciuga mai, provvede a dotarle di una carica di aggressività, andando a minare la pretesa innocuità dei dipinti esposti nelle case.
La pittura anti-invasione torna nella parte superiore del tubo comunemente utilizzato per la discesa delle acque piovane in "Untitled (M. Skinny Legs)", che narra nuovamente di una violenza nascosta, in questo caso nelle intercapedini: all´interno del tubo è celato un coltello, raggiungibile tramite una piccola apertura.
Racconti di presunta aggressività e meccanismi di difesa pervadono tutte le altre opere in mostra, arrivando da ultima a "Untitled (Money Trap)", una cassaforte su cui è stato praticato un foro che permette a una mano di introdurvisi ma non di uscire con il pugno chiuso, eventualmente nell´atto di stringere qualcosa. L´opera intende mettere sotto accusa i rischi causati dall´avidità, come anche la precarietà dei dispositivi atti a proteggerci.
Claire Fontaine lavora, dunque, sul labile confine tra violenza, aggressività e protezione e sulle modalità con cui a volte questi aspetti vengano a sovrapporsi e a confondersi. Gli artisti si propongono, così, di mettere in discussione le nostre certezze, attraverso il frequente utilizzo di détournement, con un´eco alle pratiche politico-artistiche del Situazionismo.

GALLERIA FOTOGRAFICA
Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”, veduta dell’installazione, T293 Roma Claire Fontaine, “Untitled (pubblicità, pubblicità)” (2015). Stampa digitale su vinile su lightbox industriale senza cornice, T293 Roma Claire Fontaine, “Untitled (Begging painting)” (2015). Tela dipinta, legno, magneti, rame, monete Euro, T293 Roma Claire Fontaine, “Untitled (Fresh monochrome/grey/black/red)” (2015). Pittura anti-invasione su tela, T293 Roma Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”, veduta dell’installazione, T293 Roma Claire Fontaine, “Untitled (Stalemate)” (2015). Scacchiera modificata, T293 Roma
Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”, veduta dell’installazione, T293 Roma Claire Fontaine, “Pretend To Be Dead”, veduta dell’installazione, T293 Roma
 
 
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