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  14 Dicembre 2018
29/09/2015 di Alessia Brescia

Le forme potenti Henry Moore


Dal 24 settembre, presso le terme di Diocleziano a Roma, è stata inaugurata un importante retrospettiva sulle opere di Henry Moore, che si concluderà il 10 gennaio.
La mostra ci introduce all'intera produzione di questo artista di fama internazionale, dalla prima giovinezza fino agli anni ´80.
Grande scultore del Novecento, Henry Moore ha saputo stravolgere i canoni dell´arte classica attraverso un elaborato studio di forme espressive esotiche o lontane, dall'arte africana a quella messicana. Molte opere sono mutuate invece da forme d´arte arcaiche, sumere e assire piuttosto che etrusche, queste ultime approfondite da Moore durante un soggiorno in Italia.
Il percorso della mostra si articola lungo cinque sezioni, ognuna delle quali affronta una specifica area tematica: l´esplorazione del moderno, la guerra e la pace, la madre e il figlio , la figura distesa e la scultura negli spazi pubblici.
Si può ammirare come, ad esempio nell´opera "Donna seduta collo sottile" (1961), Moore sia capace di fondere materialmente la natura con l´uomo, laddove il corpo della donna assume una forma di guscio, deformando armoniosamente e significativamente l´anatomia del corpo umano.
Altro tema di fondamentale importanza, che egli svilupperà lungo tutto il suo percorso artistico, è l´interpretazione e la resa degli stati emotivi umani, relazioni strutturali e affettive che nelle sue opere assumono il peso di una necessità. Necessità di toccare, abbracciare, avvolgere, o stare immobili.
L'approccio analitico verso il rapporto madre figlio è un'altra costante della ricerca di Moore. Questo può esprimersi come gesto amorevole, ma anche come amore maligno, possessivo e invadente. In tal senso, è emblematica l'opera "Madre e figlio" (1953): i due protagonisti, madre e figlio, guardano in direzione opposta; il fanciullo sembra spingere via la madre. Fa da sfondo il mito della cattiva madre e dei figli fratricidi.
Altra opera molto interessante è "Oggetto Atomico" (1964-65), realizzata negli USA per commemorare il luogo in cui Enrico Fermi realizzò la prima fusione nucleare. Maestosa e lucente, la scultura mescola un teschio e un fungo atomico, ora in forma concava, ora convessa.
Altro tema ricorrente sono le figure distese. Esse mostrano, soprattutto nella produzione che va dagli anni Cinquanta ai Sessanta, la propensione al frammento tipica del modernismo, e l'estenuante ricerca astratta sulla figura umana. Tra queste, "Figura distesa" del 1957, che l'artista realizzò per la nuova sede dell´Unesco di Parigi, è considerata la più importante commissione pubblica della sua carriera. La figura distesa di Moore è quasi sempre femminile, con elementi di richiamano al mito della Dea Madre. Come tutti i personaggi di Moore, sono donne enigmatiche, oscure, maliose.

GALLERIA FOTOGRAFICA
Henry Moore, Figura distesa (1957) Henry Moore, Madre e figlio (1953) Henry Moore,Donna seduta collo sottile (1961)
 
 
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