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  14 Dicembre 2018
16/06/2014 di Alessia Brescia

Mostre: Roma, ´L´opera grafica´ di Santoro a Palazzo Poli


Palazzo Poli, oggi sede dell´Istituto Nazionale per la Grafica, ospita nella prestigiosa sala Dante, con l´esclusivo affaccio su fontana di Trevi, le opere di un grande sperimentatore nel campo dell´arte grafica, Pasquale Nini Santoro.
Nato a Ferrandina (Matera) il 30 settembre 1933 Santoro si trasferirà a Roma negli anni Cinquanta, dove, dopo aver abbandonato gli studi di Medicina, si dedicherà interamente all´arte, spronato anche dall´amico Giulio Carlo Argan.
Nel 1956 inizia l´apprendistato presso la scuola del nudo di Antonio Corpora, dove impara a padroneggiare le basi della tecnica pittorica. Nel 1957 si trasferisce a Parigi. Lì passerà gran parte del suo tempo al rinomato Atelier 17, laboratorio d´incisione e sperimentazione grafica frequentato soprattutto da astrattisti e surrealisti, fondato nel 1927 da Stanley William Hayter, uno dei più significativi grafici del XX secolo. Ed è proprio nell´Atelier 17 che Santoro inizierà a sperimentare l´incisione a più colori su un'unica matrice e con un solo passaggio di torchio che lo hanno reso celebre.
Artista poliedrico, egli si cimenterà anche nella pittura, nella ceramica e nella scultura, di cui nella mostra possiamo ammirare uno degli esperimenti più riusciti, L´Aiace Telamonio (1971), realizzata con profilati industriali impiegati come struttura portante.
Nel 1962 fonda a Roma il gruppo "Uno" insieme ad altri artisti , come Pace , Carrino , Biggi e Frascà. Tuttavia, neppure un anno dopo, Santoro deciderà di prenderne le distanze, non condividendone più "la dichiarazione di poetica". A partire da quegli anni, oltre che protagonista dell´astrattismo italiano, Santoro sarà molto attivo politicamente e socialmente.
La Sala Dante ospita più di cinquanta opere dell´artista, tra le quali "Cicli del Piranesi" (1976-1978), sette stampe delle matrici originali della veduta di Roma, acqueforti a più livelli di profondità realizzate con incisione ad una sola matrice. Altre opere di notevole importanza sono la "Pianta di Spirale" (1977), stampata su composizione di lastre di ferro, e "Vivaldi" (1977) ,acqua forte e acqua tinta su zinco, quattro matrici stampate su quattro fogli affiancati.
L´incisione costituisce il primo valido tentativo di applicazione di un procedimento industriale alla rappresentazione artistica, grazie alla possibilità di riprodurre in serie le immagini. Ed è sulla matrice che l‘artista compie l´atto creativo, non sulla carta, rendendo l´incisione un arte a sé, per mezzo della quale è possibile realizzare opere in grado di raggiungere i canoni espressivi della pittura stessa.
La mostra, nonché il dettagliatissimo catalogo a cura di Ginevra Mariani e Antonella Renzetti, ci permettono di analizzare le opere di un grande artista italiano del secolo scorso.
La mostra iniziata il 29 maggio si concluderà il 13 luglio 2014.
 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
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