Il foglio dell'Arte
Home
Redazione
Contatti
NEWS ARTICOLI MUSEI E MOSTRE COMUNICATI STAMPA ASTE
  14 Dicembre 2018
11/07/2014 di Francesca Castiglia

Mat Collishaw e la fragilità dell´esistenza

Mat Collishaw Burning Flowers
Mat Collishaw Burning Flowers
ROMA La fugacità della vita e l´impermanenza della realtà: è questo il tema che Matthew "Mat" Collishaw racconta nel gruppo di lavori in mostra alla Galleria 1/9unosunove fino al 30 settembre.
L´artista inglese, classe 1966, è tra i protagonisti dei cosiddetti YBAs-Young British Artists, assieme a Damien Hirst, Sam Taylor-Wood e Tracey Emin. A Londra, alla fine degli anni Ottanta, il gruppo iniziò a esporre opere dal forte carattere provocatorio e destabilizzante, sottoponendo così l´arte inglese all´attenzione del panorama internazionale.
Le opere di Collishaw mirano esplicitamente a indurre nello spettatore un trauma visivo: come ad esempio "Bullet Hole" (1988), la sua controversa opera d´esordio, raffigurante un cranio con una ferita d´arma da fuoco, o "In The Old Fashioned Way" (1992), in cui viene ritratta una zebra mentre consuma un amplesso con una donna.
Collishaw si esprime prevalentemente attraverso il mezzo fotografico, con immagini tecnicamente impeccabili e intensamente descrittive. A settembre, l´artista ritornerà a Roma, proponendo alla Galleria Borghese un progetto che si svilupperà in stretto dialogo con i dipinti di Caravaggio della collezione del Museo.
"Fiori che bruciano" ("Burning Flowers") fa parte delle tre serie fotografiche presentate in Galleria: mostra alcuni fiori nell´atto di bruciare su un fondo nero di stampo caravaggesco. Del resto, Collishaw ama la citazione e, richiamando alla memoria rappresentazioni cinque-seicentesche di martirio di santi cristiani, realizza la seconda serie di fotografie: "Insetticida" ("Insecticide"). Alla stregua di quanto avveniva nei dipinti agiografici, anche qui i corpi martoriati e scomposti oscillano tra la sensualità degli accostamenti cromatici e la crudeltà del supplizio. Se, infatti, in un primo momento si ammirano l´insieme delle campiture di colore e l´armonia delle strutture che si stagliano come su un cielo stellato, in seconda battuta si riconosce in quelle stesse forme il cadavere di un insetto brutalmente schiacciato. In "Burning Flowers" e "Insecticide" l´intensità delle immagini cattura con forza lo sguardo dello spettatore e lo conduce a una riflessione sulla caducità dell´esistenza.
L´aspetto perturbante e tragico delle opere di Collishaw non è fine a se stesso e non può essere ridotto al sadismo di voler dare allo spettatore un pugno nello stomaco, per il semplice gusto di farlo. Il vero intento dell´artista è un altro: cercare di connettere la sensibilità dello spettatore alla materia che più gli risulta oscura e sgradita, così da renderla più poetica e assimilabile.
In "Ultimo pasto nel braccio della morte" ("Last Meal On Death Row"), terza ed ultima serie di fotografie proposte in mostra, torna il richiamo all´arte del passato. Collishaw ripropone in chiave moderna il genere della "natura morta", raffigurando gli ultimi pasti dei condannati a morte del Texas. A colpire è il contrasto tra la perfezione e la cura, quasi eccessiva, con cui vengono allestite le pietanze e la drammaticità del contesto a cui invece appartengono. Come già avvenuto nelle serie precedenti, nuovamente queste immagini ritraggono, bloccandolo, il passaggio dalla vita alla morte, descrivendo simbolicamente l´arrestarsi del tempo e ponendo l´accento sulla stratificazione di significati del reale.

GALLERIA FOTOGRAFICA
Mat Collishaw Burning Flowers Mat Collishaw Insecticide Mat Collishaw Last Meal On Death Row
 
 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
©2018 Società Belle Arti srl - Via Giulia 127, 00186 Roma - C.F./P.IVA 12231251005
webmaster: Daniele Sorrentino