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  14 Dicembre 2018
04/01/2015 di Marco Minuto

Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli egizi al novecento


Una mostra pervasa di poesia è iniziata proprio la notte di natale nella Basilica Palladiana di Vicenza di cui solo il titolo è emozione pura.
E' una mostra di capolavori, simboli, sensazioni che richiama millenni di storia dell'uomo e dell'arte lungo un cammino struggente carico di emozioni che attraversa l'opera degli artisti più grandi dei vari secoli con il magico tema dei notturni e dei suoi intrinseci significati.
La mostra curata da Marco Goldin è divisa in sei sezioni. La particolarità è che tali suddivisioni sono su carattere tematico e non cronologico.
Composta da centoquindici opere provenienti da Musei e collezioni di tutto il mondo evoca nel visitatore profonde suggestioni dovute alla profondità del tema della notte, inteso anche come percorso simbolico della vita.
(Nella prima parte la notte segue il fiume. Gli Egizi ed il lungo viaggio), sono presenti ventidue opere tra sculture ed oggetti con le quali viene mirabilmente ricostruita l'idea che gli Egizi avevano della notte, notte intesa come passaggio dalla luce all'ombra, illuminata quest' ultima con gli oggetti della vita con i suoi segni e simboli.
Nelle piramidi infatti nel sacro rito della sepoltura venivano custoditi oggetti della vita reale simbolo dell'eternità e della vita.
Tutti questi elementi sono esposti con un allestimento che simboleggia il cielo stellato nella luce della notte del deserto, con il suono del vento quasi a ritmare l'emozione ed il cuore del visitatore.
La notte abitata dalla vita con tutto il fascino proprio di questa antichissima e straordinaria civiltà.
Dai ritratti del Fayum alle teste scolpite in pietra, dai gioielli ai giochi dei bambini, dalle maschere funebri al capolavoro in assoluto : la testa del Re bambino Tutankhamon.
La storia egiziana antica ha influito moltissimo sulla cultura di fine Ottocento ed inizio Novecento in Europa. Non a caso è questa sezione ad aprire il percorso che si sposterà attraverso i secoli, sia nella pittura che nell'incisione.
La pittura che ha rappresentato la notte, il crepuscolo, il tramonto, le notti stellate intesa non solo dal punto di vista naturale ma spirituale e contenimento di interrogativi di fronte all'immenso e dalla brevità dei nostri giorni.
Ed è per far vivere questa profondità di pensiero che il curatore ha creato con maestrale efficacia la vicinanza di pittori che, pur a secoli di distanza avevano creato con la loro opera la pienezza nel tratteggiare lo stesso tema.
Nella seconda sezione (Figure sul limitare della vita. Da una finestra viene la notte), a come protagonista la maestosa figura del Cristo e della sua parabola di vita, dall'adorazione dei pastori all'orazione nell'orto, alla salita del calvario, alla crocifissione e deposizione nel sepolcro.
Su questo tema si succedono progressivamente i capolavori tra la fine del Quattrocento e Novecento.
Da Giorgione a Tiziano, da Tintoretto al El Greco, da Caravaggio a Zurbaràn per arrivare alla fine del ventesimo secolo con Lòpez Garcia.
Cristo e San Francesco ambientati nella notte abbagliati dalla luce del mistero dipinti da Caravaggio, Gentileschi e gli Anacoreti per arrivare ad un grande pittore contemporaneo Zoran Music.
Nella terza sezione (Il bianco ed il nero della notte. Una mano incide una lastra) sono presenti sedici opere tra cui i più grandi capolavori nella storia dell'incisione da Rembrandt a Piranesi. Il primo con la meraviglia delle sue figure soffuse nella notte con i suoi celeberrimi soggetti religiosi, come la visione delle Tre croci, il secondo con le sue celebri immagini delle Carceri.
Nella quarta sezione (Di lune e di stelle. E di tramonti prima. Il secolo della natura mentre viene sera), è sostanzialmente dedicata alla pittura ottocentesca.
A quel tempo predominava il romanticismo che vede nel sentimento notturno il raggiungimento più nobile ed alto.
Questa sezione quindi si sofferma sul paesaggio, dal momento del tramonto sino alla notte in cui splendono luna e stelle. Ed è proprio del periodo romantico sino all'Impressionismo il tempo della natura serale e notturna.
Presenti capolavori di Turner e Friedrich, Corot e Millet.
Il tema più interessante di questa sezione è come questo struggente sentimento della notte venga ripreso, al di la dell'oceano da pittori americani di straordinario talento come Church e Homer, Allston e Cole.
Infatti sia le ombre della notte che arriva in Homer che la luna splendente di Wyeth sono delle grandi ed affascinanti esplosioni di emozioni e sentimenti che nella Storia dell'Arte esulano dal Romanticismo.
Si esalta altresì la pittura Europea del secondo ottocento con il tema del realismo di Corot e Millet quasi a confrontarsi con Van Gogh e Monet, nelle luci del tramonto lungo la costa della Normandia ed il canal grande a Venezia.
Pissarro e ancora Van Gogh nei parchi di Parigi sino a Mondrian ormai in pieno Novecento.
Con la penultima sezione (Sere e Notti del Novecento. Il cielo e lo spirito), si entrerà nel pieno Novecento, dove in una grande sala sono esposti alcuni dei grandi pittori della seconda parte del secolo, soprattutto riguardante il versante astratto, da Rothko a Noland e Morris Louis in America sino a De Stael in Europa.
L'italiano Piero Guccione è scelto a rappresentare la poesia ancorata nella realtà alla fine del secolo.
Nell'ultima sezione (In queste sere e notti ci si perde. La mostra in una stanza), si prova il senso ed il riassunto di tutti i temi affrontati con una serie di capolavori che vogliono donare senso alla mostra ed alla storia dell'uomo nelle ore e nelle luci serali e notturne.
Finisce così una delle mostre secondo me più affascinanti nel suo percorso introspettivo, spirituale e psicologico dedicato alle ore notturne e che interpretano l'oscurità come una intensa ricerca verso la luce che comunque permane anche dopo il calare del sole. Paesaggi simbolici attraversano la rassegna che con i suoi effetti di luce dona un'aura quasi divina alla natura ed alle ispirazioni di tutti i pittori che hanno esposto i loro capolavori e con le loro pennellate hanno descritto la poesia nella pittura.
 
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