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  14 Dicembre 2018
10/01/2015 di Marco Minuto

Andy Warhol ed il suo genio artistico, al centro commerciale di Romaest


Dopo il grande successo ottenuto dalla mostra dedicata ad Andy Warhol presso il museo Fondazione Roma, è possibile ammirare, presso il centro commerciale di romaest, ben 40 opere dell'artista dal titolo "Andy Warhol in the city " fino a domenica primo Febbraio 2015.
E' molto utile soffermarci sul contesto storico nel quale il grande artista ebbe modo di operare e mettere in risalto tutto il suo genio creativo.
L'abilità di Andy Warhol fu quella di trasformare attraverso le opere artistiche, feticci immaginari tipici del pensiero collettivo americano di quel periodo storico. Il periodo cui fa riferimento furono gli anni 60-70 del novecento dove lo stesso artista fu abile interprete nella rappresentazione delle stesse.
Il genio creativo dell'artista, si può inserire tranquillamente nel movimento creativo artistico Pop Art. Il termine non è altro che l'abbreviazione della espressione inglese popular art, che va intesa come una forma artistica esplosa negli anni 60-70 parallelamente allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa.
Il linguaggio pubblicitario acquisiva nuove forme visive, inserito in diversi contesti comunicativi.
Prodotti di uso quotidiano : come scatolette di minestre, ed immagini di celebrità mondiali erano entrate in modo sequenziale nella quotidianità visiva delle persone. Ragione per la quale artisti come Andy Warhol si chiedevano in che modo dovessero essere rappresentate le stesse.
In un mondo sempre più dominato da un consumismo sfrenato, capace di appiattire e di modellare a proprio uso e consumo la personalità, i gusti e le opinioni delle persone creando una dipendenza quasi ossessiva dal consumo.
Andy Warhol grazie alla sua profondità nella visione sociologica della società seppe trasformare icone dello spettacolo come Marilyn Monroe, attraverso le 25 figure , in immagini standardizzate volutamente cartellonistiche e cinematografiche, nella quali vengono apparentemente cancellate  qualsiasi tipo di dimensione umana, dominata dalla semplificazione schematica, nella quale la bellissima attrice doveva apparire sempre seducente e perfettamente armoniosa.
Andy Warhol, con la sua arte ha voluto ridonare all'icona più sexy degli Stati Uniti d'America autenticità, rappresentandola con le sue angosce e contraddizioni che erano proprie della donna nonchè dell'attrice.
Così come per altri soggetti da lui ritratti come Elvis Presley, Liz Taylor, Jacqueline Kennedy e Mao Tse- Tung.
Miti di un'epoca dominata dal consumismo che egli stesso voleva stigmatizzare, ma che in qualche modo segnalando questi simboli del consumo di massa ne diventa complice.
La moltiplicazione ossessiva di un soggetto che siano le bottigliette di Coca Cola, o i cinquanta barattoli di zuppa Campbell's, fino ad arrivare alla ripetizione della Gioconda dal titolo velatamente ironico trenta è meglio di una, è mirata a rendere vuoto di significato il soggetto rappresentato come per la parola che ripetendola numerose volte perde il suo valore intrinseco.
Tutto ciò sopra descritto sarà quindi possibile ammirarlo in un'area delimitata del centro commerciale con un allestimento che ripropone il tipico stile " Street", cercando quindi di riproporre l'atmosfera in pieno spirito del genio Warhol. E' la prima volta che in un centro commerciale viene allestita una mostra così particolare donando al luogo cultura ed un punto d'incontro come fosse una piazza cittadina. Durante il mese di Gennaio saranno coinvolte molte associazioni artistiche del territorio, dove i pittori si metteranno a disposizione per attività di laboratorio con tematiche Pop coinvolgendo molti studenti delle scuole superiori. Dopo Roma la mostra seguirà il suo percorso in altri centri come quelli di Torino, Firenze e Napoli, portando con se un grande spirito d'innovazione.

GALLERIA FOTOGRAFICA
 
 
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