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  14 Dicembre 2018
08/10/2015 di Marco Minuto

Giotto, il rivoluzionario padre della pittura moderna

Giotto Il Polittico  (1330-1334)
Giotto Il Polittico (1330-1334)
E´ in corso sino al 10 Gennaio 2016, presso Palazzo Reale a Milano la mostra dedicata al genio di Giotto, grande pittore fiorentino, icona mondiale della storia dell´arte italiana. Infatti Giotto può essere considerato il padre della pittura moderna.
Anticipatore del Rinascimento supera lo stile medievale e la bidimensionalità, proprie dell´arte bizantina.
Pittore in tal senso rivoluzionario, anche per la grande attenzione data allo spazio, grazie all´uso della prospettiva che così diviene non più irreale, ma naturale, donando una caraterizzazione alle figure umane.
Pittore ed architetto, Giotto ebbe successo già tra i suoi contemporanei, tanto è che Dante lo citò nel purgatorio ed anche Boccacio e Petrarca hanno riconosciuto l´eccelenza e la genialità della sua arte pittorica.
Il suo stile innovativo avviò il processo di laicizzazione della pittura, ed egli fu con la sua arte, in tal senso tramite tra Medioevo e Rinascimento.
La sua fama attrasse da subito committenti più importanti della sua epoca, tra cardinali, mecenati e banchieri sino ad arrivare alla corte angioina di Napoli.
Il suo stile pittorico rivoluzionario influenzò le scuole e gli artisti italiani della sua epoca e non.
Giotto può essere quindi definito il Dante della nostra Storia dell´Arte e che per la prima volta, dopo le pitture di Pompei ed Ercolano rappresentò la natura in tutta la sua espansione facendo dell´osservazione dal vero il suo punto di forza rendendo naturale anche la pittura sacrale
Nelle sue tavole il maestro oltre, alla sublime tecnica, donò spazio, natura, vita ed eternità. Le sue innovazioni prospettiche sono evidenti nelle Madonne in Trono
Per la prima volta sono riunite insieme le tredici grandi tavole del genio fiorentino, capolavori assoluti che celebrano l´arte di uno dei più sublimi pittori italiani.
Le tredici grandi tavole, autentici monumenti pittorici disposti nell´allestimento di Mario Bellini, provengono sia dall´Italia che dall´estero.
Tra le prime c´è il "Polittico Stefaneschi" che esce per la prima volta dal Vaticano dopo settecento anni, e che fu ordinato per l´altare della vecchia Basilica di San Pietro dal cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi.
Il maestoso polittico è dipinto su entrambi i lati e rappresenta l´apoteosi di Pietro. L´Opera ricca d´oro a profusione, oltre alla stupefacente bellezza, contiene un magnifico esempio dell´effetto Droste, ossia di pittura ricorsiva.
L´immensità della "modernità" di Giotto pur avendo rivoluzionato ed estasiato al tempo stesso la sua epoca e non solo, nel seicento e settecento declinò sino a che Goethe iniziò la rivalutazione del maestro fiorentino.
Al genio tedesco si aggiunsero molte altre critiche positive che ridonarono il giusto valore alla maestosità, alla grandezza, alla poesia di Giotto, riposizionandolo nel firmamento dei più grandi artisti e geni della Storia dell´Arte della pittura italiana.
Come Dante Alighieri, il sommo poeta sancisce la lingua parlata dagli italiani, così Giotto inventa la nuova lingua della pittura, trasferendo il pathos della vita quotidiana nella rappresentazione visiva.
Quando il genio viene trapassato dalla luce dell´Infinito, l´arte risplende in ogni sua forma e contenuto, eternizzando l´opera artistica, come se la mano dell´artista fosse guidata dal divino.
 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
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