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  16 Agosto 2017
09/03/2017 di Alessia Brescia

Giacomo Balla. Un´onda di luce



Giacomo Balla in mostra, presso la Galleria Nazionale di Roma.
Dal titolo "Giacomo Balla, un´onda di luce" a cura di Stefania Frezzotti, un percorso pittorico che analizza tutte le sfumature dell´arte pittorica dell´artista.
Giacomo Balla oltre al glorioso periodo futurista è un artista poliedrico.
L´artista mette al primo posto lo studio della luce, passando dalla scomposizione divisionista del colore, al dinamismo futurista.
Le opere sono fortemente influenzate dalla fotografia, questo si potrà notare dalla forte impronta fotografica delle inquadrature.
Le opere che si posso ammirare all´interno della mostra sono state donate dalle figlie dell´artista Elica e Luce nel 1984 propriamente alla Galleria Nazionale.
Tra queste opere che furono donate, possiamo ammirare Affetti (1910) che ritrae la moglie di G. Balla Elisa Marcucci e la figlia Luce.
Ed è Propriamente nel 1910 che Giacomo Balla insieme ad altri artisti innovativi firma il Manifesto dei pittori futuristi.
Il movimento Futurista celebra la modernità, la velocità e il dinamismo dei tempi moderni.
La luce che è alla base della ricerca pittorica dell´artista verrà scomposta e verrà presa in esame non solo la luce naturale ma anche quella artificiale.
G. Balla cerca di rendere l´idea del movimento attraverso le linee geometriche quali: triangoli, cerchi, spirali, linee.
Ad esempio nell´opera Pessimismo e ottimismo (1923), dove i due colori predominanti dell´opera, l´azzurro e il nero rappresentano il primo l´ottimismo il secondo il pessimismo.
Le forme nere sono spigolose mentre quelle azzurre sono tondeggianti, simboleggiando così due forze opposte e contrastanti.
Altra opera interessante che possiamo ammirare nel percorso della mostra si intitola le frecce della vita (1928).
In quest´opera lettere cubitali sono intagliate nella cornice, tra cui il titolo dell´opera.
La composizione dell´opera ritrae forme propriamente futuriste ma scorci di paesaggio fanno intravedere la svolta realista che vedrà un profondo distacco dell´artista dal futurismo nel 1929.
Giacomo Balla ritornerà alla figuratività negli ultimi anni della sua vita come si potrà ammirare all´interno del percorso pittorico in opere come, Non mi lasciare (1947) e Noi quattro nello specchio (1945).
La mostra nella Galleria Nazionale di Roma si concluderà il 26 Marzo.



GALLERIA FOTOGRAFICA
Giacomo Balla, Pessimismo e ottimismo (1923) Giacomo Balla, Le frecce della Vita (1928) Giacomo Balla, Non mi lasciare (1947)
 
 
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