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  14 Dicembre 2018
11/06/2014 di Marco Minuto

Il corpo femminile nell´arte del´ 900 alla Galleria Nazionale d´arte moderna

Il corpo femminile nell’arte del’ 900
Il corpo femminile nell’arte del’ 900
Il corpo come espressione della condizione umana, di seduzione, di protesta e così via. Si potrebbero dare tanti significati alle rappresentazioni novecentesche delle raffigurazioni femminili nelle opere realizzate. Quel che è certo è che il corpo stesso, ma soprattutto il nudo femminile hanno rappresentato una parte significativa delle opere nell´Arte novecentesca tanto da portare la Galleria nazionale d´arte moderna di Roma ad allestire, dal 5 giugno 2014 al 5 ottobre 2014, una mostra dedicata a quegli artisti che dall´osservazione di nudi femminili hanno tratto spunto per il disegno di autentici capolavori. La mostra curata da Barbara Tomassi con la collaborazione di Flaminia Valentini, si articola in cinque sezioni ognuna delle quali va a toccare le diverse maniere con le quali i singoli artisti sono andati a rappresentare il fascino e la sensualità del corpo femminile.
Nella prima sezione, dal titolo "le belle apparenze", troviamo i disegni splendidi di Modigliani con i suoi nudi femminili raffigurati con una tale bellezza e precisione che sembra poter toccare con mano la donna rappresentata, il suo aspetto provocatorio unito alla sensualità unica di uno sguardo in un contesto intimo.
Nella seconda sezione, intitolata "Seduzione/sedizione",  rispetto alla prima  viene ridefinita a livello figurativo la rappresentazione del nudo femminile attraverso un geometrismo figurativo, accompagnato dal dinamismo e dalla scomposizione cubista. All´interno di questa sezione sarà possibile ammirare artisti come Joan Mirò, Max Ernst e Renato Guttuso.
La terza sezione, è dedicata all "oggetto del desiderio" dove l´elemento decontestualizzato è la caratteristica peculiare del corpo femminile rappresentato: come nel caso "della bambola di Hans Bellmer"che ne è il tipico esempio, così come lo sono "la donna-scarpa" di Salvador Dalì, e "l´Object mobile" di Max Ernst.
La mostra prosegue con la sezione "La bella e la bestia" dove l´elemento dominante è la sovrapposizione tra naturale e innaturale, tra umano e animale. A rendere questa sezione particolarmente affascinante è l´influenza dell' incoscio e dell´automatismo caratteristica tipica degli artisti surrealisti come Breton e Masson per arrivare al simbolismo di Picasso.
A concludere la mostra la sezione "la bella addormentata" dove la figura della donna dormiente sprigiona elementi di sensualità ed attrazione molto marchiati. All´interno di questa sezione si passa dalla linearità arcaizzante di Modigliani alle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico.
 
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