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  14 Dicembre 2018
02/07/2014 di Marco Minuto

Da Giotto a Gentile pittura e scultura a Fabriano fra due e trecento 26- Luglio 30 Novembre 2014

Gentile Madonna col bambino
Gentile Madonna col bambino
Protagoniste indiscusse di questa mostra sono le Marche , l'Umbria ed in particolare Fabriano. Una immensa ed inestimabile riserva di capolavori artistici medioevali sino ad oggi poco conosciuti.
Una esposizione raffinata e di grande suggestione proprio perché ambientata in percorsi che attraversano affascinanti itinerari tra eremi, abbazie, monasteri e pievi sparsi nelle vallate appeniniche tra Marche ed Umbria. Questi luoghi un tempo fucina di talenti pittorici che diffondevano il nuovo idioma giottesco. Una mostra preziosa dunque che ci fa scoprire opere come pale d´altare, sculture lignee ed affreschi della stagione gotica.
Da Giotto a Gentile nel mezzo moltissimi artisti spesso anonimi, ma espertissimi nella pratica dell´affresco e che lasceranno la loro impronta artistica nelle più importanti chiese e nelle sperdute pievi sui monti che circondavano le città più conosciute.
Artisti capaci di coniugare la prospettiva spaziale di Giotto con una profondissima carica umana come Giovanni Battista Campodonico, con i suoi affreschi che ci testimoniano quanto fra Marche ed Umbria ci fosse all´epoca una rete che univa santi, mercanti ed artisti.
Di Giotto di cui conosciamo poco la sua formazione rivoluzionò la pittura perché fu uno straordinario precursore di una prospettiva più naturale rispetto alle tendenze bidimensionali tipiche dell´arte bizantina.
Dona con la sua pittura plasticità e movimento alle figure rappresentate, come nei suoi capolavori più noti come alcune opere della cappella degli Scrovegni a Padova e gli affreschi delle allegorie Francescane della Basilica inferiore di Assisi.
Il rinnovamento della pittura di Giotto si sublima nel dipinto a tempera e oro eseguito nel 1310 per l´altare dei Frati Umiliati nella chiesa di Ognissanti, e che attualmente si trova nella galleria degli Uffizi di Firenze, ove la Madonna viene rappresentata con vesti nere seduta su un grande trono, sulla cui gamba si poggia Gesù Bambino.
Tra Giotto e Gentile da Fabriano nella mostra troviamo un´ampia sezione dedicata ai raffinati dipinti su tavola realizzati da Allegretto Nuzi, tavole e polittici ispirate a modelli fiorentini e senesi come testimoniano le varie "Madonna dell´umiltà".
Anche il suo allievo Fabrianese Francescuccio di Cecco Vissi ha una produzione decorativa di spiccata suontosità, alla particolarità stilistica di Allegretto si collega la produzione di sculture in legno a grandezza naturale, attribuite ad un anonimo. Come è dato capire questo periodo della storia dell´arte italiana ricco di produzione era noto soprattutto agli studiosi ed appasionati d´arte e quindi l´obiettivo di questa ricca mostra è di portare la conoscenza di tali capolavori ad un pubblico più vasto.
Mentre per chi è addetto ai lavori la mostra offrirà spunto di confronto tra Giotto, Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi e gli affreschi e le tavole dipinte dagli artisti del luogo per donare una visione più esaustiva ed approfondita sulla pittura italiana nel XIV secolo. Anche per quanto riguarda Gentile da Fabriano si conosce poco o nulla della sua formazione se non in una delle sue prime opere a noi nota Madonna col bambino, ed i Santi Niccolò e Caterina ed un donatore, eseguita per la chiesa di San Niccolò a Fabriano ed ora a Berlino.
I caratteri stilistici dell´autore sono legati alla cultura tardo-gotica lombarda impostata sulla tradizione umbro-marchigiana.
Gentile si spostò frequentemente tra Marche e Lombardia per poi giungere a Venezia, nella bottega del quale quasi certamente lavorò Jacopo Bellini. Nella città veneta eseguì molti affreschi andati purtroppo perduti per il clima avverso tranne alcuni, che furono poi sostituiti nel secolo successivo quasi sicuramente da Pisanello.
Un altro dei suoi capolavori è un dipinto per un eremo francescano di Fabriano dove le dimensioni, i colori tenui ed i dettagli naturalistici, nonché la lavorazione finissima dell´oro, la preziosità degli abiti e la capacità di rendere la consistenza dei materiali che annullano i contorni.
La sua pittura fu influenzata dalla cultura umanistica fiorentina. Raggiunse poi Siena ed Orvieto per l´esecuzione di un´affresco per il Duomo, infine a Roma dove su incarico di Martino V, ricevette la commissione per la decorazione della navata di San Giovanni.
La sua morte gli impedì di continuare l´opera che fu ultimata da Pisanello.
La mostra da Giotto a Gentile pittura e scultura a Fabriano tra due e trecento è curata da Vittorio Sgarbi, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e cupra montana e tanti altri ed è presieduta da un comitato scientifico composto da illustri studiosi come Antonio Paolucci, Fabio De Chirico, Maria Rosaria Palazzi e tanti altri.
La mostra è ospitata dalla pinacoteca civica Bruno Molajoli ed in tre splendide chiese del circuito urbano, espone oltre cento opere tra dipinti, pale d´altare, tavole, affreschi staccati, sculture, miniature, codici e manoscritti.
Opere preziose, avute in prestito dai più prestigiosi musei italiani ed esteri.
 
Registrato presso il Registro della Stampa, Tribunale di Roma n. 288 del 12.12.2013
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